
Berna. Euro-Med Monitor per i diritti umani riferisce che la ripresa dei lanci di aiuti su Gaza, dopo mesi di crisi alimentare diffusa, non soddisfa i bisogni umanitari minimi e non allevia la catastrofe causata dalla deliberata politica di fame imposta da Israele.
In una dichiarazione diffusa domenica, l’organizzazione Euro-Med ha descritto i lanci di aiuti nella Striscia di Gaza come l’ennesimo “atto di umiliazione e degradazione” contro il popolo palestinese.
Secondo il gruppo con sede in Svizzera, l’iniziativa, approvata da Israele e attuata sabato sera, non rappresenta un reale cambiamento nella risposta umanitaria.
“Al contrario, mira a ingannare l’opinione pubblica internazionale e a minimizzare la gravità della situazione, distogliendo l’attenzione dalla politica sistematica di fame attuata da Israele nella Striscia di Gaza, che ha provocato una catastrofe umanitaria senza precedenti”.
Queste azioni, afferma l’organizzazione, rivelano come Israele continui a utilizzare la fame come strumento primario per decimare la popolazione e distruggere le sue possibilità di sopravvivenza.
“Questa catastrofe è caratterizzata da una carestia diffusa, dal diniego di cibo, acqua e medicine, dalla distruzione delle catene di approvvigionamento, dall’ostruzione degli aiuti via terra e da continui attacchi contro chi cerca di procurarsi alimenti.”
Secondo Euro-Med, la realtà sul campo dimostra che gli aiuti lanciati via aerea sono scarsi, distribuiti in modo casuale e comportano rischi significativi.
“Spesso finiscono in aree densamente popolate, su tende di sfollati, in zone evacuate, in aree sotto controllo israeliano o addirittura in mare, rendendoli un metodo pericoloso e inefficace da un punto di vista umanitario”.
Questi lanci, sottolinea l’organizzazione, mettono in pericolo i civili ammassati in meno del 15% del territorio assediato.
“Con 2,3 milioni di palestinesi costretti in questa piccola area a causa del controllo israeliano e degli ordini di evacuazione forzata, gli aiuti aerei rappresentano un grave rischio per la vita dei civili, aggravato dal sovraffollamento e dalla totale assenza di zone sicure”.
Euro-Med suggerisce che la distribuzione degli aiuti dovrebbe avvenire tramite i meccanismi ufficiali delle Nazioni Unite, che in passato gestivano il sostegno attraverso circa 400 centri, deliberatamente smantellati da Israele.
“Solo il ripristino di questo sistema può garantire che gli aiuti raggiungano tutti i bisognosi in modo equo, sicuro e trasparente, senza discriminazioni né sottomissioni”.
L’organizzazione stima che circa 1.200 anziani siano morti negli ultimi due mesi per mancanza di cibo e cure mediche.
Euro-Med ha anche condannato l’uccisione di oltre 1.000 richiedenti aiuti nei centri di distribuzione gestiti da USA e Israele in tutta Gaza negli ultimi due mesi.
“I lanci aerei non rappresentano una vera risposta umanitaria, ma segnano un nuovo capitolo nell’umiliazione continua dei civili nella Striscia di Gaza, dopo quelle pubbliche e le ripetute uccisioni nei centri di distribuzione gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation sotto la direzione di Israele”.
L’organizzazione ha esortato la comunità internazionale a imporre sanzioni economiche, diplomatiche e militari a Israele e ai suoi potenti alleati, in particolare gli Stati Uniti, per le gravi e sistematiche violazioni del diritto internazionale.
“Euro-Med Monitor chiede il congelamento dei beni dei funzionari israeliani, statunitensi e di eventuali funzionari europei complici, il divieto di viaggio, il blocco dell’accesso delle aziende militari e di sicurezza ai mercati internazionali, nonché la sospensione di privilegi commerciali e accordi bilaterali che facilitano i crimini israeliani contro il popolo palestinese, sostenuti dall’Occidente”.
Infine, Euro-Med ha sollecitato l’esecuzione dei mandati di arresto della Corte Penale Internazionale emessi contro il primo ministro israeliano e l’ex ministro degli Affari Militari, Yoav Gallant, per crimini di guerra commessi a Gaza.
