
Gaza – PIC. Le forze di occupazione israeliane (IOF) hanno intensificato gli attacchi contro i civili nelle cosiddette “zone umanitarie” di Gaza, trasformando aree designate come rifugio in trappole mortali, secondo quanto denunciato dall’Euro-Mediterranean Human Rights Monitor. In una dichiarazione rilasciata mercoledì, l’organizzazione ha avvertito che ciò fa parte di una politica genocida sistematica volta a sterminare i palestinesi nella Striscia di Gaza.
Secondo il Monitor, le IOF sparano direttamente contro gli sfollati all’interno delle tende nell’area di al-Mawasi, a Khan Yunis, utilizzando fucili di precisione, droni, artiglieria e attacchi aerei. Questi attacchi hanno causato decine di morti e feriti, inclusi bambini, donne e giornalisti, nonostante Israele abbia definito l’area come “umanitaria.” Testimoni oculari hanno riferito di casi in cui i soldati sembravano sparare ai civili per sport.
Tra le vittime documentate di recente vi sono Ahlam Raed Fayyad al-Shaer, madre di 26 anni di due figli, colpita a morte mentre preparava il tè per i bambini, e la giornalista Iman Ahmad al-Zamli, uccisa mentre andava a prendere acqua potabile. Gli attacchi hanno distrutto case e beni personali, lasciando le famiglie sfollate ancora più vulnerabili.
A peggiorare la catastrofe umanitaria, il portavoce dell’UNRWA, Adnan Abu Hasna, ha rivelato che i decessi per fame e malattie non curate sono molto più alti rispetto ai dati diffusi dal ministero della Salute di Gaza.
Molte vittime vengono sepolte vicino o dentro le loro tende, senza che la loro morte venga registrata. Oltre 43.000 bambini sotto i cinque anni, insieme a decine di migliaia di donne incinte o che allattano, soffrono di grave malnutrizione, mentre il collasso del sistema sanitario e igienico di Gaza accelera la diffusione di malattie mortali come meningite ed epatite.
L’Euro-Mediterranean Monitor ha definito il deliberato attacco delle IOF contro civili nelle zone di sfollamento come una forma di genocidio, lasciando i palestinesi davanti a due opzioni fatali: la morte immediata sotto i bombardamenti o la morte lenta per fame e malattia.
Migliaia di famiglie vivono senza cibo, acqua o cure mediche adeguate, mentre sovraffollamento ed esposizione a condizioni estreme aggravano ulteriormente la crisi.
Il Monitor ha chiesto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di invocare i suoi poteri di emergenza ai sensi della Risoluzione 377 A(V) per dispiegare una forza di pace a Gaza, garantire un accesso umanitario senza ostacoli, proteggere le strutture sanitarie, revocare l’assedio e avviare la ricostruzione. Ha inoltre sollecitato la comunità internazionale ad agire con decisione per fermare il genocidio in corso e far rispettare il diritto internazionale.
