Euro-Med: l’invasione israeliana dell’ospedale Kamal Adwan è un ulteriore passo nel distruggere l’intero sistema sanitario di Gaza

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Ginevra. L’Euro-Med Human Rights Monitor ha dichiarato che l’assalto delle forze di occupazione israeliane (IOF) all’ospedale Kamal Adwan, nel nord della Striscia di Gaza, ha lo scopo di distruggere completamente il sistema sanitario e di imporre condizioni di vita che portano alla morte dei palestinesi e li privano di cure mediche salvavita, come parte del crimine di genocidio contro i palestinesi nella Striscia di Gaza.

L’Euro-Med Monitor ha riferito che le IOF hanno accerchiato l’ospedale Kamal Adwan intorno alle 7:00 di venerdì mattina e hanno chiesto al suo direttore, il dott. Hussam Abu Safiya, di radunare i pazienti, i feriti e il personale medico nel cortile dell’ospedale entro 15 minuti.

L’infermiere dell’ospedale, Walid al-Badi, ha riferito in una registrazione audio che le IOF hanno preso d’assalto il cortile dell’ospedale mentre il personale medico e i pazienti iniziavano a radunarsi, prima che le comunicazioni con l’amministrazione dell’ospedale, i pazienti e i colleghi fossero interrotte.

Nell’ospedale sono presenti circa 350 persone, tra cui 75 feriti e malati, oltre ai loro accompagnatori, e 180 tra personale medico e dei vari reparti dell’ospedale.

L’assalto all’ospedale arriva dopo che le IOF lo avevano ripetutamente preso di mira, nelle ultime settimane, l’ultima delle quali è stata la detonazione di diverse casse con trappole esplosive nelle sue vicinanze, che ha portato all’omicidio di cinque membri del suo personale in un edificio vicino.

Secondo la dichiarazione, durante questo mese, le IOF hanno effettuato più di 37 attacchi diretti contro l’ospedale Kamal Adwan, per lo più lanciando bombe da aerei quadcopter verso i reparti, oltre a sparare, bombardare con l’artiglieria e colpire il suo cancello, e ai ripetuti bombardamenti con robot e scatole con trappole esplosive nelle sue vicinanze.

Euro-Med ha ricordato che l’esercito di occupazione israeliano ha chiesto più volte l’evacuazione dell’ospedale dall’inizio della terza incursione nel nord della Striscia di Gaza, il 5 ottobre.

Al rifiuto del personale medico, ha aggiunto, le IOF hanno fatto ricorso a ripetuti bombardamenti e hanno costretto molti accompagnatori dei pazienti e parte del personale medico ad evacuare l’ospedale, arrestando alcuni di loro e costringendo gli altri a fuggire.

Il gruppo per i diritti umani ha avvertito che le IOF stanno sistematicamente e ripetutamente prendendo di mira il poco personale medico rimasto nel nord di Gaza, come parte di un chiaro sforzo per porre fine e distruggere l’intero sistema sanitario del nord, con l’obiettivo di svuotarlo completamente dei suoi residenti, attraverso continue uccisioni di massa e sfollamenti forzati.

L’Euro-Med ha inoltre sottolineato che i ripetuti attacchi agli ospedali, l’assalto agli stessi e l’uccisione del loro personale e dei loro pazienti costituiscono uno stigma per l’umanità e riflettono l’incapacità delle organizzazioni internazionali competenti di assumersi le proprie responsabilità nel garantire la protezione degli ospedali, dei lavoratori e dei pazienti.

L’Euro-Med ha invitato il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a prendere tutte le misure necessarie per raggiungere gli ospedali nel nord di Gaza, ad assumersi le proprie responsabilità per garantire la protezione dei pazienti, dei feriti e del personale medico e a fornire loro aiuti umanitari, medicinali, forniture mediche, cibo e personale medico.

L‘Euro-Med Human Rights Monitor ha rinnovato il suo appello a tutti gli Stati e alle Nazioni Unite affinché adempiano ai loro obblighi legali internazionali per fermare il crimine di genocidio nella Striscia di Gaza, impongano un embargo completo sulle armi a Israele, lo ritengano responsabile e lo puniscano per tutti i suoi crimini, adottino tutte le misure efficaci per proteggere i civili palestinesi in quella zona, prevengano il loro sfollamento forzato e garantiscano il loro ritorno nelle loro aree di residenza, il rilascio di tutti i detenuti palestinesi che sono stati arrestati arbitrariamente, ed il consentimento a tutte le forme di aiuti umanitari alimentari e non, in particolare quelli salvavita, di entrare rapidamente e senza ostacoli in modo da soddisfare le esigenze di tutti i residenti della Striscia di Gaza, soprattutto nelle aree settentrionali, oltre che garantire il ritiro dell’esercito di occupazione israeliano dall’intera Striscia di Gaza.

Traduzione per InfoPal di F.L.

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