Francesca Albanese, ONU: iI Paesi dello Statuto di Roma devono spiegare perché hanno permesso a Netanyahu, ricercato dalla ICC, di sorvolare il loro spazio aereo

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Gaza. Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell’ONU per i Territori Palestinesi Occupati, ha criticato i Paesi che hanno permesso al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ricercato dalla ICC, di sorvolare il loro spazio aereo in volo verso gli USA, suggerendo che potrebbero aver violato i loro obblighi di diritto internazionale.

“I governi di Italia, Francia e Grecia devono spiegare perché hanno concesso spazio aereo e un passaggio sicuro al ricercato dalla ICC, Benjamin Netanyahu, che sono obbligati ad arrestare”, ha scritto Albanese in un post su X.

“I cittadini italiani, francesi e greci meritano di sapere che ogni azione politica che viola l’ordine giuridico internazionale indebolisce e danneggia tutti loro. E tutti noi”, ha aggiunto.

I Paesi, che aderiscono tutti allo Statuto di Roma, sono “obbligati ad arrestare” il primo ministro israeliano.

I tre Paesi sono firmatari dello Statuto di Roma, il trattato che ha istituito la Corte Penale Internazionale (ICC) nel 2002 con sede all’Aja, che lo scorso anno ha emesso mandati di arresto per Netanyahu e l’ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant per crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi durante il genocidio israeliano in corso a Gaza.

I crimini comprendono “l’uso della fame come metodo di guerra; e i crimini contro l’umanità di omicidio, persecuzione e altri atti disumani”.

Gli Stati Uniti, che hanno ospitato Netanyahu, non aderiscono allo Statuto. A giugno, l’amministrazione Trump ha annunciato sanzioni contro i funzionari dell’ICC, nominando quattro giudici accusati di aver intrapreso “azioni illegittime e infondate” contro gli USA e i suoi alleati, tra cui Israele. Non è la prima volta che Netanyahu, ricercato dall’ICC, ha sorvolato e viaggiato in Paesi firmatari dello Statuto.

A febbraio, Netanyahu si è recato anche negli USA. Ad aprile, Netanyahu ha fatto visita al leader ungherese Viktor Orbán a Budapest, che gli ha esteso l’invito appena un giorno dopo l’emissione del mandato d’arresto da parte della ICC, ritirando il Paese dalla ICC prima dell’arrivo del leader israeliano. Dall’Ungheria, Netanyahu si è poi recato negli USA per un incontro con Trump; il suo aereo ha percorso 400 km (248 miglia) più della rotta normale per evitare lo spazio aereo di diversi Paesi, che avrebbero potuto eseguire un mandato d’arresto, secondo il quotidiano israeliano Haaretz.

I Paesi dell’Unione Europea sono divisi sul mandato d’arresto emesso dalla ICC per Netanyahu. Alcuni hanno affermato lo scorso anno che avrebbero rispettato gli impegni assunti presso la ICC, mentre l’Italia ha espresso dubbi legali. La Francia ha affermato di ritenere che Netanyahu goda dell’immunità dalle azioni della ICC.

Il mese scorso, il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha messo in guardia contro una visita di Netanyahu, affermando che Berlino dovrebbe “evitare di mettere alla prova” il diritto internazionale alla luce del mandato di arresto. Le sue dichiarazioni sono arrivate in risposta a una domanda sulla dichiarazione del cancelliere Friedrich Merz, secondo cui la Germania non avrebbe riconosciuto il mandato di arresto della ICC per Netanyahu. Merz ha affermato: “Penso che sia un’idea completamente assurda che un primo ministro israeliano non possa visitare la Repubblica Federale di Germania”.

Traduzione per InfoPal di Edy Meroli

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