
Gaza – PIC. Cinque cittadini palestinesi, tra cui tre bambini, sono morti di fame e malnutrizione nella Striscia di Gaza, nelle ultime 24 ore, secondo una dichiarazione rilasciata domenica mattina dal ministero della Salute di Gaza.
Le nuove vittime hanno portato il numero totale dei decessi legati alla fame nel territorio costiero affamato a 387 persone, tra cui 138 bambini, ha affermato il ministero della Salute.
Dal 2 marzo, l’esercito di occupazione israeliano ha chiuso tutti i valichi di frontiera con Gaza, impedendo l’ingresso di aiuti umanitari e beni vitali. Sebbene quantità limitate di aiuti siano state recentemente consentite, rimangono insufficienti a soddisfare i bisogni minimi della popolazione.
Nel frattempo, la portavoce dell’UNICEF Tess Ingram ha lanciato l’allarme per il crescente rischio di carestia nella città di Gaza, che potrebbe estendersi alla Striscia centrale entro poche settimane se non si interviene con urgenza.
Ha sottolineato che la minaccia di carestia a Gaza è reale, osservando che le famiglie non sono più in grado di procurare cibo per i propri figli e che la situazione nella Striscia è diventata “catastrofica”.
Parlando da Gaza in un’intervista all’Agenzia Anadolu, domenica, Ingram ha spiegato che i palestinesi della Striscia, in particolare a est e a nord della città di Gaza, vivono sotto la minaccia costante di bombardamenti israeliani intensificati.
“I palestinesi in queste aree stanno fuggendo verso ovest, verso il mare, dove il numero di campi e tende lungo la costa continua ad aumentare”, ha detto Ingram.
I direttori degli ospedali, ha aggiunto, hanno segnalato un numero crescente di bambini che soffrono di fratture, ustioni e ferite a causa dei recenti attacchi israeliani.
Molti residenti della città di Gaza stanno valutando di spostarsi a sud, ha osservato, ma sono consapevoli che le condizioni lì sono simili — segnate da carenze di cibo, acqua potabile sicura e bombardamenti in corso.
“Non esiste un posto sicuro a Gaza”, ha spiegato.
Un disastro completo.
Ingram ha ricordato che il 22 agosto l’ONU ha confermato l’esistenza di carestia a Gaza, sottolineando che la situazione da allora non è cambiata.
In quella data, l’iniziativa dell’ONU Integrated Food Security Phase Classification (IPC) ha riportato il verificarsi della carestia nella città di Gaza (nord) e ha previsto che si sarebbe estesa a Deir al-Balah (centro) e Khan Yunis (sud) entro la fine di settembre.
“I genitori cercano disperatamente cibo e acqua. Ho incontrato madri e padri che mi tenevano le mani piangendo, chiedendo: Quando arriverà il cibo? Nostro figlio sopravviverà fino ad allora? La situazione è un disastro completo”, ha dichiarato Ingram descrivendo la situazione.
Ingram ha fatto notare che operatori sanitari, personale umanitario e giornalisti avvertono da mesi della carestia a Gaza, “ma nulla è cambiato”.
Secondo lei, le famiglie si sentono impotenti perché sanno che il peggio deve ancora arrivare e che “non c’è abbastanza pressione internazionale per cambiare questa realtà”.
Ha aggiunto che le cliniche sostenute dall’UNICEF sono sopraffatte dai genitori che cercano esami medici per i propri figli, molti dei quali mostrano segni di malnutrizione e stanno già ricevendo cure.
Bambini che muoiono di fame.
Durante la sua visita, la settimana scorsa, a diverse cliniche per la malnutrizione a Gaza, Ingram ha dichiarato che “in generale il 15–20 percento dei bambini esaminati soffre di malnutrizione. Questa è una percentuale molto alta, superiore alla soglia della carestia”.
“Ciò significa che migliaia di bambini hanno urgente bisogno di cure, e che enormi quantità di cibo e acqua pulita devono essere consegnate immediatamente a Gaza”, ha proseguito.
“Se la situazione non cambia, più bambini a Gaza affronteranno il rischio di morire di fame”.
Ha riferito che finora più di 110 bambini sono morti di malnutrizione, quasi la metà solo quest’anno.
Ha sottolineato che queste morti sono “provocate dall’uomo” e del tutto prevenibili.
Ingram ha evidenziato che i bambini hanno disperatamente bisogno di cibo, acqua e medicine, sottolineando che centinaia di camion di aiuti devono entrare a Gaza ogni giorno per soddisfare i bisogni di base, “ma questo ancora non sta accadendo”.
Con il sostegno degli Stati Uniti, Israele ha condotto una guerra di sterminio contro Gaza dal 7 ottobre 2023, uccidendo e ferendo decine di migliaia di civili, per lo più donne e bambini.
Traduzione per InfoPal di F.L.
