Genocidio israelo-statunitense a Gaza: 629° giorno. 101° dalla fine unilaterale del cessate il fuoco. Diversi bambini e donne bruciati a morte in un affollato rifugio scolastico: scene di orrore. Lo sterminio in numeri: 56.259 morti, 132.458 feriti, oltre 11.000 dispersi

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Gaza-InfoPal. Le forze nazi-sioniste di occupazione israeliane (IOF) hanno continuato la loro guerra genocida sulla Striscia di Gaza per il 101° giorno consecutivo dopo aver posto fine unilateralmente al cessate il fuoco, sostenuti politicamente, economicamente e militarmente dagli Stati Uniti, dall’Europa e da parte del mondo arabo. Decine di attacchi aerei e raffiche di artiglieria hanno colpito tutto il territorio, prendendo di mira case, tende e rifugi civili. Si tratta di una campagna sistematica di sterminio contro la popolazione civile di Gaza che prosegue nonostante il presidente USA, Donald Trump, abbia annunciato un cessate il fuoco.

Le forze israeliane hanno effettuato decine di attacchi aerei e commesso ulteriori massacri, nel contesto del peggioramento della crisi degli sfollati che colpisce oltre due milioni di persone, già afflitte da una grave carestia.

Ultimi sviluppi.

Diversi bambini e donne sono rimasti ustionati dopo che gli aerei da guerra israeliani hanno bombardato un affollato rifugio scolastico nel nord di Gaza, trasformando un luogo di rifugio in una scena di orrore.

L’attacco, che ha preso di mira la scuola Osama Bin Zaid nella zona di Al-Saftawi, nel nord della Striscia di Gaza, ha ucciso almeno 10 persone, tra cui due bambini e una donna. Fonti mediche del Complesso Medico di Al-Shifa hanno confermato l’arrivo di corpi carbonizzati, descrivendo la scena come orribile.

Testimoni hanno affermato che il bombardamento ha innescato un enorme incendio che ha devastato la scuola, bruciando vive diverse vittime. La maggior parte dei morti e dei feriti erano donne e bambini che si erano rifugiati nell’edificio dopo essere fuggiti da precedenti attacchi israeliani.

I video registrati dai residenti mostrano le fiamme che avvolgono le aule e i civili feriti intrappolati sotto macerie e detriti. In un filmato straziante, si vede un uomo crollare dal dolore mentre trasporta il corpo carbonizzato di un neonato dal piano superiore della scuola.

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Secondo fonti mediche negli ospedali di Gaza, molti civili sono stati uccisi nei attacchi aerei israeliani in diverse aree della Striscia di Gaza fin dalle prime ore di oggi, venerdì 27 giugno.

L’esercito israeliano ha fatto detonare tre robot carichi di esplosivo nei pressi di strada al-Masud, nella parte orientale di Jabalia al-Balad, nel nord della Striscia di Gaza.

Le forze di occupazione hanno anche fatto saltare in aria edifici residenziali a nord della città di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza.

Una fonte medica ha riferito che due persone sono state uccise e altre sono rimaste ferite dopo che un attacco aereo israeliano ha colpito una tenda che ospitava sfollati ad al-Mawasi, a nord-ovest di Khan Yunis.

L’ospedale Al-Awda di al-Nuseirat ha ricevuto un martire e 13 feriti, portando il totale a 43 feriti a causa dell’attacco israeliano ai richiedenti aiuti su strada Salah al-Din, a sud di Wadi Gaza, nella Striscia di Gaza centrale.

Gli aerei da guerra israeliani hanno lanciato due attacchi aerei contro abitazioni nel centro di Khan Yunis, oltre ad altri attacchi su Jabalia al-Balad, a nord.

L’artiglieria israeliana ha bombardato diverse aree a est della città di Gaza.

Almeno 10 palestinesi a Gaza sono stati uccisi dopo in attacchi aerei israeliani che hanno preso di mira un gruppo di civili vicino alla scuola Sha’ban Al-Rayes, nel quartiere di al-Tuffah, a nord-est della città di Gaza. Altri sei sono stati uccisi vicino ai siti di distribuzione di aiuti umanitari israeliani e statunitensi.

Giornalisti nel mirino.

Il giornalista Ahmad Sa’d è stato ucciso in un attacco aereo israeliano contro un gruppo di civili nel quartiere di Al-Tuffah, a est della città di Gaza.

Il numero di giornalisti e operatori dei media assassinati da Israele da ottobre del 2023 è salito a 228.

Il genocidio a Gaza in numeri.

Ad oggi, l’aggressione israeliana in corso ha ucciso oltre 56.259 palestinesi, ferito 132.458 e causato oltre 11.000 dispersi, con una carestia che ha già causato decine di vittime. Oltre due milioni di palestinesi vivono in condizioni di sfollamento forzato in un paesaggio di totale distruzione.

Da quando Israele ha rinnegato l’accordo di cessate il fuoco il 18 marzo 2025, altre 5.936 persone sono state uccise e 20.417 ferite.

Da quando le forze di occupazione hanno trasformato i punti di distribuzione degli aiuti limitati in trappole mortali, il 27 maggio, 549 civili sono stati uccisi e 4.066 feriti, con la cosiddetta “Gaza Humanitarian Foundation” – un’iniziativa israelo-americana respinta dalle Nazioni Unite – utilizzata come strumento per imporre una mortale equazione di sottomissione sotto le mentite spoglie di “intervento umanitario”.

L’occupazione ha inoltre ucciso: 1.580 operatori sanitari, 115 membri della protezione civile, 220 operatori umanitari e di servizi, 754 agenti di polizia e di sicurezza responsabili della protezione degli aiuti.

Le forze israeliane hanno commesso più di 15.000 massacri, prendendo di mira oltre 14.000 famiglie, inclusa la cancellazione totale di 2.500 famiglie dai registri civili.

Secondo l’Ufficio Stampa del Governo e fonti delle Nazioni Unite, l’88% degli edifici a Gaza è stato distrutto. Il danno totale supera i 62 miliardi di dollari.

Le forze israeliane controllano il 77% del territorio della Striscia di Gaza attraverso l’invasione, la potenza di fuoco e gli sfollamenti forzati.

L’occupazione ha completamente distrutto: 149 scuole, università e istituti scolastici; 369 strutture scolastiche sono state parzialmente danneggiate; 828 moschee sono state completamente distrutte; 167 moschee danneggiate; 19 cimiteri su 60 sono stati bombardati e distrutti.

Questo genocidio in corso, caratterizzato dalla distruzione sistematica e dalla deliberata riduzione alla fame della popolazione civile, rimane una delle più gravi catastrofi umanitarie e legali del nostro tempo e continua nel silenzio internazionale.

(Fonti: Quds Press, Quds News network, PressTv, PIC, Wafa, The Cradle, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori).

Per i precedenti aggiornamenti:

https://infopal.com.br/category/genocidio-e-pulizia-etnica-a-gaza

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