
Gaza-InfoPal. Le forze nazi-sioniste di occupazione israeliane (IOF) hanno continuato la loro guerra genocida sulla Striscia di Gaza per il 145° giorno consecutivo dopo aver posto fine unilateralmente al cessate il fuoco, sostenuti politicamente, economicamente e militarmente dagli Stati Uniti, dall’Europa e da parte del mondo arabo. Decine di attacchi aerei e raffiche di artiglieria hanno colpito tutto il territorio, prendendo di mira case, tende e rifugi civili, e centri di distribuzione aiuti. Si tratta di una campagna sistematica di sterminio contro la popolazione civile di Gaza.
Gli ospedali accolgono 61 martiri, il bilancio delle vittime sale a 61.430.
Nelle ultime 24 ore, gli ospedali della Striscia di Gaza hanno ricevuto i corpi di almeno 61 civili, oltre a 363 persone con ferite di varia entità, a seguito degli attacchi israeliani, secondo quanto dichiarato domenica mattina dal ministero della Salute di Gaza.
Dal 18 marzo 2025, quando l’esercito di occupazione israeliano ha ripreso la sua guerra genocida contro Gaza, sono state uccise complessivamente 9.921 persone e altre 41.172 sono rimaste ferite.
Le nuove vittime hanno portato il bilancio complessivo della guerra genocida israeliana contro Gaza, iniziata il 7 ottobre 2023, a 61.430 martiri, tra cui 1.778 richiedenti aiuti uccisi nei pressi o all’interno dei punti di distribuzione sostenuti dagli Stati Uniti, ha riferito il ministero della Salute.
Il ministero ha aggiunto che il numero totale dei feriti è salito a 153.213, compresi 12.894 richiedenti aiuti.
Ha inoltre precisato che, nelle ultime 24 ore, negli ospedali di Gaza sono stati registrati cinque nuovi decessi dovuti a fame e malnutrizione, portando a 217 il numero delle vittime della carestia, tra cui 100 bambini. Nel frattempo, sono in corso operazioni per recuperare i corpi di altri martiri ancora dispersi in diverse aree della Striscia di Gaza.
L’esercito israeliano continua ad attaccare i civili, mentre la carestia peggiora.

L’esercito di occupazione israeliano ha continuato, nella notte tra sabato e domenica, a compiere attacchi letali in diverse aree della Striscia di Gaza, uccidendo e ferendo decine di civili.
Secondo fonti dei media locali, domenica, le forze israeliane hanno proseguito a far esplodere e bombardare altre abitazioni e a sfollare famiglie, aggravando ulteriormente la drammatica crisi umanitaria mentre la popolazione affronta una carestia sempre più grave.
Un attacco con quadricottero ha causato morti e feriti nella rotonda di Abu Hamid, nel centro di Khan Yunis, nel sud della Striscia.
Otto persone sono state uccise e altre 27, tra cui bambini e donne, sono rimaste ferite in distinti attacchi israeliani contro gruppi di cittadini nel sud dell’area di Wadi Gaza.
In mattinata, le telecamere dei giornalisti hanno ripreso una scena straziante di una bambina che piangeva per la madre, uccisa in un attacco aereo israeliano nel quartiere di az-Zeitoun, nella città di Gaza.
Altre persone sono state uccise o ferite in attacchi israeliani contro civili in cerca di aiuti nei pressi dei punti di distribuzione nel sud e nel centro di Gaza.
Cinque persone, tra cui due bambini, sono state dichiarate morte a causa di fame e malnutrizione, secondo il ministero della Sanità di Gaza.
Diversi gazawi sono stati dichiarati morti dopo aver ceduto alle ferite riportate nei recenti attacchi.
Divide et impera: ineguale distribuzione degli aiuti, un’altra arma del sadismo coloniale israeliano.

Un rapporto dell’AP rivela le scene caotiche che si verificano attorno ai camion degli aiuti umanitari a Gaza, con i palestinesi che descrivono la situazione come un “giorno del giudizio”.
Il rapporto evidenzia come le milizie sostenute da Israele rubino gli aiuti, con il risultato che molte famiglie ne ricevono pochi o nessuno, mentre altre ne ricevono quantità sproporzionate.
L’Ufficio stampa governativo di Gaza, GMO, ha dichiarato: “Solo 95 camion di aiuti umanitari sono entrati a Gaza sabato, la maggior parte dei quali è stata saccheggiata nel contesto di un caos intenzionale orchestrato dall’occupazione israeliana nell’ambito di una politica di ‘ingegnerizzazione del caos’ volta a indebolire la resilienza palestinese.
Negli ultimi 14 giorni, un totale di 1.210 camion di aiuti umanitari sono entrati a Gaza, circa il 14% degli 8.400 camion necessari. L’occupazione continua a bloccare la consegna di aiuti sufficienti, a tenere chiusi i valichi e a minare le operazioni umanitarie.

Almeno 100 bambini e neonati palestinesi sono morti di malnutrizione e fame a Gaza, mentre Israele continua a bloccare da cinque mesi l’ingresso di aiuti, tra cui cibo, medicine e carburante, nell’enclave. Il ministero della Salute palestinese ha confermato domenica che il numero totale di morti legate alla fame è di 217.
(Fonti: Quds Press, Quds News network, PressTv, PIC, Wafa, The Cradle, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori).
Per i precedenti aggiornamenti:
https://infopal.com.br/category/genocidio-e-pulizia-etnica-a-gaza
