Gruppo per i diritti umani: le atrocità commesse a Sde Teiman chiedono di perseguire i funzionari israeliani come criminali di guerra

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PIC. Il Palestine Center for Prisoner Studies ha affermato che “quanto rivelato dal quotidiano israeliano Haaretz sulle scioccanti violazioni commesse nel centro di detenzione di Sde Teiman è una prova decisiva dei crimini di guerra sistematici, che richiede un’azione urgente per processare i leader israeliani davanti ai tribunali internazionali”.

In una dichiarazione di domenica, il Centro ha osservato che “la testimonianza del soldato israeliano, pubblicata dal giornale, è un’accusa legale e morale che rivela il coinvolgimento della leadership militare e politica israeliana nelle atrocità contro i detenuti palestinesi, la maggior parte dei quali sono civili”. Il soldato ha confermato che il centro di detenzione è utilizzato come “campo di torture sadiche” e che molti Palestinesi “sono entrati vivi e ne sono usciti in sacchi per cadaveri”, a dimostrazione della portata dei crimini commessi sotto la diretta supervisione dei funzionari israeliani, ha aggiunto.

Il soldato, che ha prestato servizio nel centro di detenzione, ha citato il presidio carcerario, descrivendolo come un “cimitero”, sottolineando che la morte dei prigionieri è all’ordine del giorno e che l’unica sorpresa è chi sopravvive. Ha anche confermato che molti prigionieri feriti non ricevono cure mediche e  rimangono senza cibo per settimane. Sono sottoposti a interventi chirurgici senza anestesia, è proibito loro di usare i bagni e sono tenuti in condizioni disumane.

Il Centro ha ritenuto che “l’importanza di questa testimonianza non risiede solo nel suo contenuto, ma anche nella sua fonte, visto che proviene da un testimone oculare che ha prestato servizio sul posto ed è stata riportata da un noto quotidiano israeliano, il che ne accresce la credibilità legale e mediatica e confuta qualsiasi tentativo di metterla in dubbio”.

“La testimonianza conferma quanto già documentato riguardo ai crimini commessi nel centro di detenzione di Sde Teiman, noto come “prigione della morte”, ha affermato il Centro, osservando che quanto pubblicato da Haaretz “rappresenta solo una frazione delle violazioni subite dai prigionieri della Striscia di Gaza, che hanno raggiunto livelli di stupro, morte per fame ed esecuzioni deliberate, portando al martirio di decine di detenuti, alcuni dei quali sono stati identificati, mentre il destino di altri resta sconosciuto”.

Il Centro palestinese  ha concluso la sua dichiarazione invitando “tutte le organizzazioni umanitarie e per i diritti umani a documentare la testimonianza del soldato israeliano e ad utilizzarla come strumento legale per condannare i funzionari israeliani nei forum internazionali e assicurare alla giustizia gli autori dei crimini commessi nel centro di detenzione di Sde Teiman”.

Dall’inizio dell’attacco contro Gaza nell’ottobre 2023, le forze dell’occupazione israeliana hanno arrestato migliaia di Palestinesi, soprattutto nelle aree est e nord della Striscia, e li hanno gettati  in centri di detenzione segreti come Sde Teiman, in un contesto di diffuso blackout mediatico e di diritti umani.

Negli ultimi mesi sono emerse testimonianze di crimini terrificanti commessi all’interno di quel centro di detenzione, mentre i rapporti sui diritti umani confermano che centinaia di prigionieri sono stati uccisi sotto tortura o a causa di deliberata negligenza medica, nel vergognoso silenzio internazionale.

Traduzione per InfoPal di Edy Meroli

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