Hamas critica la nomina del vicepresidente Hussein al-Sheikh da parte dell’Autorità Nazionale Palestinese

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Ramallah – Al-Mayadeen. Hamas ha condannato la nomina di Hussein al-Sheikh a vicepresidente sotto la guida di Mahmoud Abbas, leader dell’Autorità nazionale palestinese, in una dichiarazione rilasciata domenica.

Il gruppo ha descritto la decisione come una risposta a “decreti esterni” che approfondiscono una politica di esclusione e azione unilaterale, ignorando sia il consenso nazionale che la volontà del popolo palestinese.

Hamas ha criticato la mossa, affermando che rivela l’intenzione della consolidata leadership dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina di continuare a paralizzare le sue istituzioni invece di farne una piattaforma unificante per la lotta del popolo palestinese e delle sue fazioni attive.

Il Movimento di Resistenza Palestinese ha sottolineato che la priorità oggi è fermare l’aggressione, il genocidio e la campagna di carestia di “Israele”, e unire gli sforzi per resistere all’occupazione e all’espansione delle colonie, piuttosto che dividere le posizioni di potere per soddisfare interessi esterni.

Il gruppo ha esortato tutte le fazioni e le forze palestinesi a respingere la nomina e a concentrarsi sulla ricostruzione dell’OLP su basi nazionali e democratiche, libere da influenze straniere, in un modo che rappresenti autenticamente il popolo palestinese e ne sostenga la giusta causa.

Il 26 aprile, il Comitato Esecutivo dell’OLP ha nominato Hussein al-Sheikh, attuale Segretario Generale del Comitato, come primo vicepresidente nella storia dell’organizzazione.

La vicepresidenza dell’OLP mira a pianificare la successione.

La nomina è stata confermata da Wasel Abu Yousef, membro del Comitato Esecutivo dell’OLP, che ha dichiarato: “Il presidente palestinese Mahmud Abbas ha nominato Hussein al-Sheikh vicepresidente della leadership dell’OLP”.

A 89 anni, Abbas ha dovuto affrontare crescenti richieste internazionali di riforma della leadership dell’OLP, soprattutto da parte delle potenze arabe e occidentali che desiderano vedere un ruolo più ampio per l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) nella governance postbellica della Striscia di Gaza.

L’ANP gestisce la governance locale in alcune parti dei territori palestinesi occupati, compresa la Cisgiordania.

La vicepresidenza è stata ufficialmente istituita durante una recente convention dell’OLP tenutasi a Ramallah. Gli analisti suggeriscono che questo sviluppo sia finalizzato ad aprire la strada a una transizione di potere all’interno della leadership palestinese.

Fondata nel 1964, l’OLP è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite e da molti paesi come l’organismo rappresentativo autorizzato a negoziare accordi internazionali per conto del popolo palestinese.

Inizialmente, l’OLP ha perseguito la lotta armata contro “Israele”, ma nel tempo, in particolare dalla fine degli anni ’80, si è orientata verso negoziati e diplomazia.

L’OLP ha firmato importanti accordi con “Israele”, tra cui gli Accordi di Oslo negli anni ’90, e ha riconosciuto il “diritto di Israele” all’esistenza, pur aspirando a uno stato indipendente in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e nella parte orientale di Gerusalemme.

L’organizzazione è composta da diverse fazioni politiche palestinesi, con Fatah (guidata storicamente da Yasser Arafat) più dominante. L’OLP non include Hamas né il movimento del Jihad islamico palestinese (PIJ), i gruppi della resistenza palestinese attualmente impegnati in scontri con le forze di occupazione israeliane a Gaza.

Traduzione per InfoPal di F.L.

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