Hamas: il rilascio di Alexander è frutto di contatti con gli Stati Uniti, non di pressioni israeliane

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Gaza – The Palestine Chronicle. Il Movimento di Resistenza palestinese Hamas ha annunciato martedì che il rilascio del prigioniero israeliano-statunitense Edan Alexander è stato il risultato di seri contatti con l’amministrazione statunitense e di sforzi di mediazione, e non è dovuto ad azioni o pressioni militari israeliane.

In una dichiarazione condivisa sul suo canale Telegram, Hamas ha accusato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di aver fuorviato l’opinione pubblica israeliana e di non essere riuscito a recuperare i prigionieri attraverso un’aggressione militare.

Il gruppo ha affermato che il rilascio di Alexander dimostra che negoziati significativi e uno scambio di prigionieri sono l’unica via percorribile per garantire il ritorno dei prigionieri e porre fine alla guerra.

Le Brigate al-Qassam, l’ala militare di Hamas, hanno rilasciato Alexander lunedì e lo hanno consegnato alla Croce Rossa a Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale.

Nonostante Netanyahu abbia affermato che il rilascio è stato ottenuto grazie a pressioni militari, Hamas ha ribadito che è il risultato di contatti diplomatici con gli Stati Uniti e di mediatori che lavorano per raggiungere un cessate il fuoco, riaprire i valichi di frontiera e facilitare l’ingresso degli aiuti umanitari a Gaza.

Il movimento ha invitato l’amministrazione Trump a intensificare gli sforzi per porre fine alla guerra e ha espresso la sua disponibilità ad avviare immediatamente negoziati per un cessate il fuoco globale, il ritiro delle forze israeliane, la revoca del blocco, uno scambio di prigionieri e la ricostruzione di Gaza.

Genocidio in corso.

Da quando Israele ha rinnegato il cessate il fuoco, il 18 marzo, ha ucciso e ferito migliaia di palestinesi in tutta la Striscia di Gaza attraverso un sanguinoso e continuo bombardamento aereo.

Il 7 ottobre 2023, a seguito di un’operazione di resistenza palestinese nel sud di Israele, l’esercito israeliano ha lanciato una guerra genocida contro i palestinesi, uccidendo oltre 52 mila persone, ferendone più di 118 mila e con oltre 14 mila dispersi.

Nonostante la condanna abituale del genocidio israeliano da parte di molti paesi in tutto il mondo, poco è stato fatto per chiamare Israele a risponderne.

Israele è attualmente sotto inchiesta per il crimine di genocidio da parte della Corte Internazionale di Giustizia, mentre i criminali di guerra accusati – tra cui il primo ministro Benjamin Netanyahu – sono ora ufficialmente ricercati dalla Corte penale internazionale.

Il genocidio israeliano è stato ampiamente difeso, sostenuto e finanziato da Washington e da alcune altre potenze occidentali.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

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