
Al Mayadeen. Hamas afferma che le immagini diffuse dall’occupazione, che mostrano gli attacchi e i maltrattamenti dei prigionieri nella prigione di Ofer, rivelano “il vero volto criminale di questo occupante nazista”.
Mercoledì Hamas ha rilasciato una dichiarazione affermando che il video diffuso che rivela l’aggressione e i maltrattamenti dei prigionieri palestinesi nella prigione di Ofer, compiuti agli ordini diretti del ministro della polizia Itamar Ben-Gvir, “rivela la vera natura criminale di questo occupante nazista”.
Il movimento ha sottolineato che l’oppressione, la tortura, la privazione e la negligenza medica subite dai prigionieri in carcere, che hanno portato al loro martirio, equivalgono a crimini di guerra e palesi violazioni di tutte le norme e leggi riguardanti il trattamento dei prigionieri di guerra.
In questo contesto, Hamas ha affermato che “trasmettere queste scene, in concomitanza con il primo anniversario della battaglia di Al Aqsa Flood, è uno sforzo inutile per creare una distrazione dai fallimenti dell’occupazione e dal suo prestigio diminuito, così come dall’umiliazione e dalla sconfitta inflitte dalla nostra coraggiosa resistenza”.
Il movimento ha esortato la popolazione della Cisgiordania occupata a intensificare i propri sforzi a sostegno dei prigionieri, chiedendo azioni in vari campi per difendere i loro diritti e garantire la loro scarcerazione.
Le organizzazioni dei prigionieri palestinesi hanno pubblicato un rapporto dettagliato sulle condizioni dei prigionieri nelle carceri dell’occupazione dopo un anno di detenzione, affermando che 40 di loro erano stati uccisi a causa delle torture sistematiche.
ONU: “Detenuti costretti in gabbia, attaccati dai cani”.
Alla fine del mese scorso, un rapporto interno dell’Agenzia dell’ONU per il Soccorso e l’Occupazione per la Palestina (UNRWA) descrive in dettaglio la violenza contro i prigionieri palestinesi nei centri di detenzione israeliani, come percosse, attacchi da parte di cani, uso prolungato di posizioni di stress e aggressioni sessuali.
Sulla base di interviste a oltre 1.000 detenuti palestinesi rilasciati al valico di Karem Abu Salem da dicembre, alla presenza del personale dell’UNRWA, il rapporto ha affermato che c’erano 29 bambini di appena sei anni (26 maschi e tre femmine), 80 donne e 21 membri del personale dell’UNRWA, alcuni di loro avevano patologie croniche, come l’Alzheimer o il cancro.
“I detenuti hanno riferito di essere stati portati su camion in grandi ‘caserme militari’ improvvisate che ospitavano 100-120 persone ciascuna, dove venivano trattenuti, spesso per settimane alla volta, tra un periodo di interrogatorio e l’altro in un luogo vicino”, si legge nel documento dell’UNRWA.
“I metodi di maltrattamento segnalati includevano percosse fisiche, posizioni di stress forzate per lunghi periodi di tempo, minacce di danni ai detenuti e alle loro famiglie, attacchi da parte di cani, insulti alla dignità personale e umiliazioni come essere costretti a comportarsi come animali o farsi urinare addosso, uso di musica e rumori ad alto volume, privazione di acqua, cibo, sonno e servizi igienici, negazione del diritto di praticare la propria religione (pregare) e uso prolungato di manette chiuse strettamente che causavano ferite aperte e lesioni da sfregamento”.
“Le percosse includevano traumi da corpo contundente alla testa, spalle, reni, collo, schiena e gambe con spranghe di metallo e con le estremità di fucili e stivali, in alcuni casi con conseguenti costole rotte, spalle separate e ferite permanenti”, ha aggiunto il rapporto.
“Mentre erano in una località esterna, diverse persone hanno riferito di essere state costrette in gabbie e attaccati dai cani, con alcune persone, tra cui un bambino, che mostrava ferite da morso di cane al momento del rilascio”.
Traduzione per InfoPal di Edy Meroli
