
Palestine Chronicle. Le autorità d’occupazione israeliane hanno raddoppiato le politiche per reprimere i palestinesi e privilegiare i coloni durante l’ultimo anno, secondo quanto affermato da Human Rights Watch in un nuovo rapporto.
“La politica del governo di mantenere il dominio degli ebrei israeliani sui palestinesi in Israele e nei Territori palestinesi occupati (OPT), insieme alla repressione particolarmente severa contro i palestinesi che vivono negli OPT, equivale ai crimini contro l’umanità dell’Apartheid e della persecuzione”, si legge nel rapporto.
Human Rights Watch @hrw refusing to bury the lede on Israel and Palestine. pic.twitter.com/H2uEsWxmJj
— jamie robbins (@jamierobbins314) January 13, 2022
Human Rights Watch ha affermato di aver documentato gravi violazioni delle leggi sulla guerra e sui crimini di guerra durante l’aggressione israeliana a Gaza avvenuta a maggio del 2021, compresi gli attacchi israeliani che hanno ucciso decine di civili palestinesi e che hanno distrutto quattro edifici di Gaza, pieni di residenze e attività commerciali, senza alcuna evidenza di obiettivi militari nelle vicinanze.
“Questi attacchi hanno avuto luogo nel mezzo delle restrizioni radicali israeliane al movimento di persone e merci dentro e fuori Gaza. Con rare eccezioni, la politica israeliana di chiusura, non basata su una valutazione individualizzata del rischio per la sicurezza […], priva gli oltre due milioni di palestinesi di Gaza del loro diritto alla libertà di movimento, limitando gravemente il loro accesso all’elettricità, all’assistenza sanitaria e all’acqua, e hanno devastato l’economia”, aggiunge il rapporto.
In Human Rights Watch’s latest report, the section on Israel-Palestine begins thus:https://t.co/QX5AEu2HMf pic.twitter.com/lEHvbQvwe4
— Bath Friends of Palestine (@BathFoP) January 13, 2022
“A giugno, un’ampia gamma di partiti politici ha formato un nuovo governo di coalizione israeliano, con Naftali Bennett come primo ministro. Questo governo ha continuato a facilitare il trasferimento di cittadini israeliani nelle colonie nella Cisgiordania occupata, [che è] un crimine di guerra. A ottobre ha fatto avanzare i piani e bandito gare d’appalto per oltre 4 mila nuove unità coloniali”, continua il rapporto.
Il rapporto afferma inoltre che “durante i primi otto mesi del 2021, le autorità israeliane hanno demolito 666 case palestinesi e altre strutture in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, sfollando 958 persone, un aumento del 38% rispetto allo stesso periodo del 2020, secondo quanto affermato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA)”.
