
Parigi. Di Alessandro Barbieri. “L’accampamento contro il genocidio a Gaza, allestito sabato 9 agosto da oltre 15 associazioni, alla Bastiglia, per fare pressione sulle nostre istituzioni, è stato appena smantellato dalla polizia. Almeno quattro arresti! Seguiteci e sosteneteci”. È il comunicato diffuso domenica mattina dall’UJFP, l’Unione ebraica francese per la pace, accompagnato da un video in cui si vedono gli attivisti caricati di peso dalla polizia e portati in commissariato. Tra gli arrestati Sarah Katz, coordinatrice dei progetti UJFP con gli agricoltori di Gaza, membro dell’ISM-France (International Solidarity Movement) e coautrice del libro “Gaza. Mort, vie, espoir”.
L’associazione ebraica antisionista aveva installato delle tende in Place de la Bastille a Parigi, sabato sera, per chiedere al governo francese di sanzionare Israele e di esigere la fine dell’assedio a Gaza.
Il comunicato prosegue: “I cittadini di tutto il mondo sono stanchi del genocidio che si sta consumando sotto i nostri occhi. Sono stanchi della grottesca codardia delle forze dominanti mondiali che si dichiarano ‘preoccupate’ ma non fanno nulla per fermare questa barbarie. Sono stanchi del deplorevole comportamento del governo francese, che si rifiuta di prendere la minima misura contro gli assassini e continua a criminalizzare il movimento di solidarietà per la Palestina. Per questo motivo i nostri attivisti hanno piantato delle tende in Place de la Bastille l’8 agosto 2025. Ora stanno arrestando chi è solidare con la Palestina”.
Tre dei quattro attivisti arrestati sono stati liberati, mentre Sarah Katz resta un custodia nel commissariato centrale di Parigi. L’UJPF chiede il suo rilascio immediato e specifica che i membri stavano svolgendo un’azione pacifica e non hanno commesso alcun reato.
Sarah Katz ha vissuto a Gaza per due anni, tra il 2011 e il 2014, dove ha coordinato i progetti dell’UJFP. Nel 2018 era sulla Freedom Flotilla. È stata rapita dalla marina israeliana in acque internazionali senza alcuna protesta da parte del governo francese. Pierre Stambul, portavoce dell’UJFP, specifica che “questo atto di repressione politica avviene qualche giorno dopo che i conti correnti dell’UJFP sono stati bloccati dalla banca Crédit Coopératif. Questa decisione, presa sulla base di un presunto ‘sostegno al terrorismo’, priva l’associazione di uno strumento essenziale per finanziare i suoi progetti umanitari a Gaza. Denunciamo questa misura come ‘diffamatoria’ e chiediamo una mobilitazione per sostenerci”.
(Foto di copertina: https://ujfp.org/que-fait-le-gouvernement-francais-face-au-genocide-a-gaza/)
