
Presstv. Il primo vice rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite ha definito “esplosiva” la situazione in Palestina, sottolineando che il disinteresse internazionale verso i crimini di lunga data di Israele contro i palestinesi ha contribuito allo scoppio della guerra di 12 giorni contro l’Iran.
Lunedì, durante una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione nell’Asia occidentale, Dmitry Polyansky ha dichiarato che l’ignorare la Questione palestinese e la continua espansione delle attività di insediamento illegale da parte del regime israeliano hanno contribuito al conflitto tra Teheran e Tel Aviv.
“Abbiamo ripetutamente avvertito che l’instabilità di uno dei più gravi e prolungati conflitti del Medio Oriente ha un impatto significativo sugli sviluppi della regione e potrebbe innescare un conflitto su vasta scala che coinvolge i paesi vicini. Purtroppo, gli appelli a urgenti sforzi collettivi da parte nostra e di altri attori sulla via del processo di pace in Medio Oriente sono rimasti inascoltati”, ha affermato Polyansky.
“Il persistente disprezzo per la Questione palestinese ha portato alla guerra di 12 giorni scoppiata davanti ai nostri occhi, in cui due Stati dotati di armi nucleari hanno attaccato un paese non nucleare aderente al Trattato di non proliferazione nucleare.”
Il diplomatico russo ha inoltre evidenziato l’assenza di progressi nell’attuazione della Risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che chiede a Israele di cessare immediatamente le attività di insediamento illegali nei Territori palestinesi occupati.
“La situazione nei Territori palestinesi occupati e, più in generale, l’intero processo di pace in Medio Oriente restano in uno stato estremamente esplosivo”, ha aggiunto.
Oltre 700.000 israeliani vivono in più di 230 insediamenti costruiti dopo l’occupazione israeliana della Cisgiordania e di Gerusalemme Est (al-Quds) nel 1967. La comunità internazionale considera questi insediamenti illegali in base al diritto internazionale e alle Convenzioni di Ginevra, poiché edificati su territori occupati.
Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha condannato tali attività in numerose risoluzioni. Nonostante decenni di occupazione, dal 7 ottobre 2023 Israele ha lanciato una guerra devastante contro la Striscia di Gaza assediata, causando la morte di decine di migliaia di palestinesi, in maggioranza donne e bambini.
In segno di sostegno alla causa palestinese e in risposta all’uccisione da parte di Israele di vari leader della resistenza e all’attacco alla sua missione diplomatica a Damasco, l’Iran ha lanciato centinaia di missili contro i territori occupati nell’ambito delle operazioni “Vera Promessa I e II”.
In una nuova escalation, il 13 giugno, Israele ha lanciato una guerra di aggressione immotivata contro la Repubblica Islamica, assassinando alti comandanti militari e importanti scienziati nucleari in attacchi mirati, prima di colpire anche siti nucleari, obiettivi militari e aree residenziali.
Le Forze Armate iraniane hanno risposto con attacchi missilistici nell’ambito dell’Operazione “Vera Promessa” III, che ha preso di mira numerosi siti strategici nei territori occupati da Israele.
L’attacco di rappresaglia iraniano ha incluso il lancio di oltre 500 missili balistici e circa 1.100 droni, provocando 28 morti e circa 5.000 feriti nei territori occupati.
Il 22 giugno, gli Stati Uniti si sono uniti all’offensiva israeliana, bombardando tre siti nucleari in Iran, in violazione della Carta delle Nazioni Unite, del diritto internazionale e del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP).La guerra, durata 12 giorni, si è conclusa la scorsa settimana con un cessate il fuoco unilaterale mediato dagli Stati Uniti.
Traduzione per InfoPal di F.L.
