
Gaza – Al-Mayadeen. Il direttore dell’ospedale Kamal Adwan di Gaza, arrestato dalle forze israeliane a dicembre, è detenuto in condizioni disumane e subisce intimidazioni fisiche e psicologiche, ha dichiarato mercoledì il suo avvocato all’AFP.
Hussam Abu Safiya, pediatra di 52 anni, ha attirato l’attenzione lo scorso anno per aver documentato le condizioni disperate del suo ospedale di Beit Lahia, sotto assedio, durante l’operazione militare su larga scala di “Israele”, prima che le forze israeliane prendessero d’assalto la struttura il 27 dicembre, accusandola di essere un “centro terroristico” di Hamas e arrestando Abu Safiya insieme a decine di membri del personale medico.
L’esercito di occupazione israeliano ha accusato il medico di essere un “agente di Hamas”.
Il 19 marzo, dopo mesi di detenzione, l’avvocato di Abu Safiya, Gheed Qassem, ha finalmente potuto visitare il medico detenuto nel carcere di Ofer, nella Cisgiordania occupata.
“Sta soffrendo moltissimo, è sfinito dalle torture, dalle pressioni e dall’umiliazione che subisce per costringerlo a confessare atti che non ha commesso”, ha raccontato Qassem all’AFP.
Dopo un periodo iniziale di detenzione di due settimane presso la base militare di Sde Teiman, nel deserto israeliano del Negev, dove i prigionieri palestinesi vengono regolarmente rinchiusi, Abu Safiya è stato trasferito nel carcere di Ofer, una struttura che ospita centinaia di palestinesi sotto custodia israeliana.
Il medico palestinese è stato sottoposto a brutali interrogatori a Sde Teiman, che includevano “percosse, maltrattamenti e torture”, prima di essere trasferito in una cella angusta del carcere di Ofer, dove è rimasto per 25 giorni ed è stato anche sottoposto a interrogatorio, secondo il suo avvocato.
La salute di Safiya sta peggiorando.
Secondo Qassem, le autorità israeliane hanno classificato il medico come “combattente illegale” a tempo indeterminato, mentre l’esercito ha dichiarato il suo caso confidenziale, impedendo alla squadra di difesa di Abu Safiya di accedere ai fascicoli.
L’avvocato ha condannato le severe restrizioni alle visite applicate, tra cui il divieto di condividere qualsiasi informazione su eventi attuali, date del calendario o persino il luogo in cui i detenuti sono trattenuti. Qassem ha riferito che la sua visita, strettamente monitorata, con Abu Safiya è stata bruscamente interrotta dopo soli 17 minuti.
Qassem ha espresso profonda preoccupazione per il peggioramento della salute di Abu Safiya, descrivendo dettagliatamente le sue sofferenze: ipertensione, aritmia cardiaca, problemi di vista, e la perdita di 20 chili in soli due mesi, oltre ad aver subito fratture costali durante gli interrogatori senza ricevere cure mediche adeguate.
Pur mantenendo la calma, il medico ha continuato a chiedersi quale presunto crimine potesse giustificare il suo duro trattamento in quelle che descrive come condizioni disumane, ha riferito Qassem all’AFP.
L’avvocato ha sottolineato che i carcerieri di Abu Safiya lo hanno costantemente pressato affinché confessasse di aver operato membri di Hamas o ostaggi israeliani durante la sua permanenza a Gaza, accuse che lui nega fermamente nonostante i severi interrogatori.
Qassem ha sottolineato che il medico sostiene di aver agito esclusivamente come pediatra, svolgendo il suo dovere medico in base agli obblighi morali e professionali di curare i pazienti e i feriti.
Ha inoltre rivelato che numerosi detenuti sono trattenuti senza accuse formali o processi, e che i loro avvocati spesso non erano a conoscenza della dislocazione dei loro clienti durante i primi mesi del conflitto.
Traduzione per InfoPal di F.L.
