
InfoPal. Nel metodo noto israeliano di non rispettare accordi e impegni presi, e darne la responsabilità agli altri, il ministro israeliano degli Affari Militari, Israel Katz, afferma di aver ordinato “intensi attacchi” contro l’Iran, subito dopo l’annuncio della cessazione dell’aggressione, iniziata 12 giorni fa.
Poche ore dopo che il regime aveva dichiarato la fine dell’aggressione contro l’Iran, nell’ambito di un accordo raggiunto con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, martedì mattina Katz ha reso noto di aver ordinato all’esercito israeliano di “rispondere con forza” a quella che ha definito una violazione del cessate il fuoco da parte dell’Iran, con attacchi contro obiettivi nella capitale iraniana, Teheran.
L’affermazione che l’Iran abbia violato il cessate il fuoco è già stata smentita da fonti iraniane.
Le forze armate iraniane avevano lanciato una decina di missili contro diversi obiettivi nei Territori occupati, nell’ambito di attacchi di rappresaglia, poco prima della cessazione dell’aggressione israeliana, annunciata da Trump.
Il regime israeliano aveva chiesto la fine della guerra e aveva accettato di interrompere l’aggressione contro l’Iran.
Il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran, in seguito all’annuncio del cessate il fuoco con Israele aveva dichiarato: “Le Forze Armate iraniane rimangono al massimo livello di prontezza, con il dito sul grilletto, pronte a fornire una risposta decisa e deterrente a qualsiasi atto ostile da parte del nemico.”
In precedenza, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva affermato che al momento non esisteva un accordo di tregua con Tel Aviv, ma che Teheran avrebbe cessato i suoi attacchi di ritorsione “a condizione che il regime israeliano cessasse la sua aggressione illegale contro il popolo iraniano”.
Ha anche ringraziato le forze armate del Paese per aver “punito” il regime.
Il 13 giugno, Israele ha lanciato una palese aggressione contro l’Iran, uccidendo comandanti militari, scienziati nucleari e civili.
Il 22 giugno, gli Stati Uniti si sono uniti al regime israeliano nell’assalto e hanno bombardato tre siti nucleari iraniani, in grave violazione della Carta delle Nazioni Unite, del diritto internazionale e del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP).
Le forze armate iraniane hanno promesso di “aprire le porte dell’inferno” contro Israele e hanno avviato ondate di attacchi punitivi con missili e droni su siti sensibili nei Territori occupati.
Il 23 giugno, l’Iran ha lanciato un’ondata di missili contro la base aerea di al-Udeid in Qatar, la più grande base militare americana nell’Asia occidentale.
In una dichiarazione rilasciata in seguito al successo dell’operazione di ritorsione, nome in codice “Notizia della Vittoria”, le forze armate iraniane hanno affermato che essa è avvenuta in risposta alla “palese aggressione militare da parte del regime criminale degli Stati Uniti” contro gli impianti nucleari della Repubblica Islamica.
Questa base funge da quartier generale del Comando dell’Aeronautica Militare statunitense e rappresenta la risorsa più strategica delle forze armate americane in Asia occidentale.
(Fonti: PressTV, Quds News).
