
San Paolo-MEMO. A cura di Ahmad Alzoubi e Rita Freire; testo e video di Fabio Bosco. L’opera esplora elementi della fede ebraica applicati in modo non ortodosso alla chiesa cristiana evangelica neo-pentecostale e alla sua teologia della prosperità, fenomeno che sta crescendo in Brasile.
La costruzione della sede della Chiesa Universale del Regno di Dio (UCKG) a San Paolo richiama la descrizione biblica del Tempio di Re Salomone. Nel primo video abbiamo mostrato come quest’opera cerchi di avvicinare il Brasile alla narrazione israeliana utilizzata a Gerusalemme che tenta di sostituire l’antico patrimonio storico, rappresentato dalla Moschea islamica di Al-Aqsa, con simboli religiosi ebraici.

Mentre in Palestina questo progetto sta incontrando una forte resistenza, in Brasile si manifesta nello sfarzoso Tempio di Edir Macedo.
L’imponente sistema di edifici e giardini è inserito in un’area immensa e presenta colonne alte fino a 56 metri, che si ergono sopra i tetti e i vecchi capannoni dell’antico quartiere operaio di Bras, a San Paolo. Una parte dell’area era stata destinata ad un progetto abitativo: quattro blocchi di 744 unità, come indicato dalla Società per l’Edilizia Residenziale e lo Sviluppo Urbano dello Stato di San Paolo, secondo quanto riportato dalla rivista Veja nel 2014. Ma i progetti sono rimasti sulla carta e il terreno è stato venduto all’UCKG.
Fede, allegorie e simbolismo.
L’opera esplora elementi della fede ebraica applicati in modo non ortodosso alla chiesa cristiana evangelica neopentecostale e alla sua teologia della prosperità, in crescita in Brasile.
All’inaugurazione, il vescovo Edir Macedo, fondatore e capo della chiesa, responsabile della costruzione, indossava l’abito da rabbino, riservato ai leader religiosi ebrei formati allo studio della Torah.
La celebrazione si è rivelata un insieme di allegorie e simbolismi.
Le guide hanno indossato costumi dell’epoca attribuita al re Salomone, quasi mille anni prima della nascita di Cristo. È stata utilizzata vernice dorata per imitare l’oro che abbondava nel tempio descritto nella Bibbia. Antichi ulivi, simbolo della Palestina, sono stati importati dall’Uruguay per imitare il Monte degli Ulivi, situato a Gerusalemme, un luogo importante dove Gesù predicò ai suoi discepoli e dove fu catturato dai soldati del Sinedrio, guidati da Giuda il traditore.
In questo ambiente religioso, architettonico e scenografico, il capo della Chiesa universale ha parlato agli invitati, tra cui l’allora presidente brasiliana Dilma Rousseff.
Ma il grande impatto dell’opera in Brasile – inaugurata nel 2014 – è stato proprio l’audacia dell’impresa.
Ispirato da un viaggio in Israele.
Secondo TV Record, una rete televisiva nazionale legata alla Chiesa universale, l’edificio era già stato pianificato da quattro anni, dopo una visita del vescovo Edir Macedo in Israele. Il film sulla vita di Macedo, intitolato Nothing to Lose e uscito nel marzo 2018, ricorda quello che egli descrive come il suo pellegrinaggio al Monte Sinai in Egitto. All’epoca, il pastore venne messo alle strette a causa di decine di cause legali nei suoi confronti che lo accusavano di frode e riciclaggio di denaro. Dopo il viaggio, in cui ha detto di aver cercato aiuto spirituale, le cause legali sono state archiviate, come per miracolo, per mancanza di prove, mentre i suoi detrattori sono passati da accusatori a bersagli della giustizia, come viene raccontato anche nel film. Macedo ha dichiarato di aver subito persecuzioni anche da parte della Chiesa cattolica.
Dopo quattro anni di progettazione, come riportato dal programma Domingo Espetacular, in onda su TV Record nel 2016, ce ne sono voluti altri quattro per la costruzione del tempio che ha mobilitato fino a 1.500 lavoratori al giorno, in un’area lunga 126 metri, larga 104 metri e alta 56 metri. Nel tempio, la navata principale può ospitare 10.000 persone sedute su sedie importate dalla Spagna.
Il complesso ha un museo che mette in risalto quelle che sarebbero state le 12 tribù di Israele, con schermi di 20 metri quadri e un parcheggio con 2.000 posti per le auto, 241 per le moto e 200 per gli autobus. Dispone di 60 appartamenti per i pastori e 335 bagni per i fedeli. Inoltre, dispone di 36 aule per la Scuola Biblica per Bambini (EBI) con una capacità di 1.300 bambini, studi televisivi e radiofonici e un auditorium per 500 persone, come riportato da Wikipedia.
Il costo totale dichiarato è stato di 685 milioni di real brasiliani (353 milioni di dollari secondo i valori del 2014), denaro attribuito alle donazioni dei fedeli. Le spese avrebbero potuto essere ancora maggiori se non ci fosse stata l’esenzione dalle tasse pubbliche.
Pietre palestinesi.
All’epoca, la rivista Veja Sao Paulo aveva riportato che circa 40 proprietà erano state acquistate a Bras per ospitare il progetto.
Insieme, queste avrebbero pagato al comune un’imposta sulla proprietà urbana e sul territorio (IPTU) di circa tre milioni di real brasiliani (1,54 milioni di dollari) all’anno.
Tuttavia, a causa del suo uso religioso, l’Universal do Reino de Deus ha chiesto l’esenzione fiscale. Ciò è stato ratificato dal Senato federale il 17 febbraio 2022 con l’emendamento costituzionale n. 116, che ha esonerato qualsiasi chiesa, di qualsiasi denominazione, dal pagamento dell’IPTU.
Per rimuovere e spianare la terra sono stati necessari circa 17.000 viaggi con camion. Nonostante ciò, l’opera è stata registrata presso il comune come progetto di ristrutturazione, riducendo ulteriormente le tasse da pagare relativamente alla costruzione. Dopo aver approvato la registrazione, il funzionario comunale è stato assolto dalle accuse di corruzione.
Il tempio è stato inoltre esentato dai dazi d’importazione da corrispondere per le pietre decorative che ricoprono la facciata, importate direttamente da Israele.
Per rendere il tempio di San Paolo simile agli edifici dell’epoca precristiana di Gerusalemme, sono stati rimossi 39.000 metri quadri di pietre da Hebron, città palestinese occupata da Israele.
Le sporgenze, il sezionamento e il taglio manuale di queste pietre sono caratteristici di tutta la Cisgiordania occupata. Secondo lo studioso Hilmi Salem, dell’Istituto per la Ricerca sullo Sviluppo Sostenibile di Betlemme, il gruppo geologico al quale appartengono queste rocce costituisce la spina dorsale delle montagne palestinesi. È conosciuta collettivamente come “Pietra di Gerusalemme”, “Pietra della Terra Santa” o “Pietra della Palestina”.
All’arrivo in Brasile, il carico è stato tassato alla dogana per circa 85.000 real brasiliani aggiornato ai valori odierni. Ma la Chiesa Universale ha fatto ricorso, sostenendo che le pietre sono sacre e, nell’ottobre 2020, il Tribunale Regionale Federale di San Paolo (TRF-3) l’ha esentata anche dal pagamento di questa tassa.
A quasi otto anni dall’apertura della chiesa, si sono levati sospetti sui proventi delle donazioni giunte alla Chiesa Universale coinvolta nella costruzione del Tempio. Il giornalista e scrittore Gilberto Dimenstein, autore del libro Il Regno: The Story of Edir Macedo, riferisce di una causa intentata da vescovi della Chiesa Universale in Angola per denaro illegale che sarebbe uscito dallo Stato africano con destinazione Israele e Brasile.
In un altro caso, un pastore che si occupava della costruzione di San Paolo è stato accusato dalla Chiesa Universale di essere fuggito con 30 milioni di real brasiliani (6 milioni di dollari) di fondi sottratti. Secondo la rivista Isto É Dinheiro, nel 2021 era stato incaricato di costruire un secondo tempio in Brasile, su un sito di 55.000 metri quadri a Taguatinga, una delle città satellite di Brasilia.
Legami con l’occupazione di Gerusalemme.
Negli ultimi decenni, le chiese evangeliche neopentecostali sono cresciute nel paese, acquisendo forza e presenza politica e contribuendo anche ad aumentare i legami del Brasile con i piani israeliani di giudaizzazione di Gerusalemme.
Jair Bolsonaro, eletto presidente del Brasile nel 2018 con il sostegno di settori evangelici della società, in particolare neo-pentecostali, ha visitato Israele l’anno successivo e ha firmato il libro che accompagna il modello di quella che sarebbe la ricostruzione del presunto Tempio di Salomone, un progetto di ebraicizzazione dell’area della Moschea di Al-Aqsa, secondo quanto riportato da O Verbo.
Ha anche cercato di spostare l’ambasciata brasiliana da Tel Aviv a Gerusalemme, come alcuni altri paesi che, su pressione degli Stati Uniti, hanno iniziato a sostenere l’annessione illegale di Gerusalemme da parte di Israele.

Una sfarzosa ostentazione di ricchezza.
Illuminato dalle sue 10.000 lampade a LED, il tempio di Bras fa ora parte del paesaggio urbano e turistico di San Paolo. Secondo i dati raccolti nel 2021, ad otto anni dalla sua apertura ha già ricevuto più di 20 milioni di visitatori. È anche una dimostrazione dell’opulenza della Chiesa Universale, fortemente caratterizzata dalla cosiddetta “teologia della prosperità”, secondo la quale lo sfoggio di ricchezza non è limitato ai fedeli, ma è anche un obbligo dei pastori e dei loro templi.
Sfida in dimensioni i principali simboli della Chiesa cattolica, come la basilica di Aparecida nello Stato di San Paolo e la chiesa del Cristo Redentore a Rio de Janeiro. L’immagine alimentata dai media al momento dell’inaugurazione parla di un nastro trasportatore che avrebbe portato le donazioni in denaro dei fedeli verso le casse della Chiesa. L’istituzione, tuttavia, nega l’esistenza di una cosa del genere in tutto il complesso.
A prescindere da tutte le polemiche che circondano l’opera o l’esistenza o meno di un Tempio di Salomone, è discutibile il fatto che il tempio di Edir Macedo sia legato allo stato di Israele, uno stato di occupazione, accusato di essersi appropriato della città santa di Gerusalemme, di pulizia etnica e di apartheid, secondo Amnesty International e numerose altre organizzazioni per i diritti umani.
Traduzione per InfoPal di Aisha T. Bravi

