Il piano israeliano di invadere e occupare completamente la Striscia di Gaza preannuncia un imminente massacro di massa nell’indifferenza globale

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Gaza – Euro-Med-Monitor. Qualsiasi intensificazione degli attacchi militari israeliani, in particolare operazioni via terra nella Striscia di Gaza, provocherebbe un massacro di civili senza precedenti e farebbe crollare la già compromessa risposta umanitaria.

L’intensificazione pianificata, se attuata, segnerebbe un capitolo senza precedenti nel genocidio in corso da parte di Israele, perpetrato apertamente davanti a una comunità internazionale che continua a offrire copertura politica, finanziaria e militare agli autori. Questi crimini imminenti sarebbero premeditati, non frutto di sviluppi improvvisi sul terreno, bensì di una politica deliberata e dichiarata. La comunità internazionale è pienamente responsabile attraverso il proprio silenzio e la propria inazione, oltre che per la complicità diretta di numerosi stati.

Indizi concreti suggeriscono che il governo israeliano intende intensificare la propria campagna genocida, culminando con l’occupazione militare totale della Striscia di Gaza. Nell’ultima settimana, le azioni politiche e militari guidate dal primo ministro Benjamin Netanyahu si sono accentuate, comprese riunioni a porte chiuse in cui è stata esplicitamente discussa l’opzione di un’invasione su vasta scala. Il governo ha anche avviato le deliberazioni sulle misure esecutive per preparare l’operazione.

I dati disponibili indicano che Netanyahu ha approvato il quadro generale di un piano volto a prendere con la forza il controllo totale della Striscia di Gaza.

Questa escalation militare pianificata viola il diritto internazionale, compreso il diritto umanitario internazionale e la convenzione sul genocidio. Fa seguito a mesi di confinamento forzato di oltre due milioni di palestinesi in meno del 15% del territorio di gaza, alla distruzione sistematica degli alloggi, alla distruzione di circa l’84% degli ospedali e delle strutture sanitarie, al collasso di oltre il 95% dei sistemi idrici e igienici e alla chiusura di tutte le scuole. Ciò riflette una strategia deliberata volta a imporre condizioni di vita coercitive finalizzate alla distruzione della popolazione palestinese della Striscia di Gaza, un gruppo nazionale protetto, in un insieme di atti che costituiscono il crimine di genocidio.

La valutazione sul campo dell’Euro-Med Monitor indica che la Striscia di Gaza sta vivendo la fase peggiore del collasso umanitario dall’inizio del genocidio nell’ottobre 2023. Oltre il 90% della popolazione è stata costretta a sfollare più volte in aree devastate da incessanti bombardamenti e distruzioni.

La carestia ha raggiunto livelli tali da causare centinaia di morti, mentre l’intera popolazione affronta ora una grave insicurezza alimentare. Nel frattempo, il sistema sanitario è prossimo al collasso a causa della pressione insostenibile e dell’esaurimento di medicinali e beni essenziali.

Il piano israeliano di intensificare ulteriormente le operazioni militari riflette un livello di brutalità allarmante e mette in evidenza l’impunità di cui continua a godere. Negli ultimi 22 mesi, le forze israeliane hanno commesso alcuni dei crimini più gravi contro la popolazione civile palestinese, privandola sistematicamente della propria umanità. La Striscia di Gaza affronta oggi una distruzione senza precedenti, sostenuta dal supporto politico e militare incondizionato degli Stati Uniti e dalla complicità internazionale diffusa che ha consentito il proseguimento di questi crimini senza alcuna responsabilità.

La Striscia di Gaza è oggi l’area più densamente popolata al mondo, con quasi 2,3 milioni di persone confinate in appena 55 chilometri quadrati, senza infrastrutture né alcuna forma di protezione.

Qualsiasi attacco via terra comporterebbe inevitabilmente un numero senza precedenti di vittime, in particolare tra donne e bambini, che spesso costituiscono oltre il 70% delle vittime degli attacchi israeliani. Si tratterebbe di un massacro in uno spazio chiuso da cui i civili non hanno via di fuga.

Dal 26 luglio, Israele porta avanti un piano ingannevole, sostenendo falsamente un miglioramento della situazione umanitaria a Gaza, mentre in realtà continua a mantenere il blocco e a privare la popolazione di beni essenziali.

Gli aiuti attualmente in arrivo coprono meno del 15% dei bisogni primari. Questo apparente aumento è volto a placare l’opinione pubblica globale e a ridurre la pressione di fronte alla carestia in corso. Il pericolo maggiore consiste nell’usare questa narrazione come copertura per intensificare il genocidio e consolidare il controllo militare sulla Striscia, anche tramite la deportazione forzata dei civili in campi di detenzione e concentramento, mentre si rimodellano la geografia e la demografia di Gaza per servire il progetto coloniale-israeliano nei Territori palestinesi occupati.

Il coinvolgimento di vari stati in misure simboliche, come l’aumento dei lanci di aiuti, senza affrontare le cause profonde della carestia e del blocco, rischia di fornire una falsa legittimazione politica o umanitaria a politiche mirate alla distruzione della Striscia di Gaza e della sua popolazione. È urgente una revisione delle responsabilità di questi stati, così come misure concrete per garantire che i loro contributi non vengano utilizzati per legittimare o mascherare politiche genocidarie. Devono agire con urgenza per fermare i crimini in corso e rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale.

Gli Stati devono impegnarsi immediatamente per ripristinare l’accesso umanitario e revocare il blocco illegale: questa è l’unica via per arrestare il peggioramento della crisi umanitaria e garantire l’ingresso degli aiuti, alla luce dell’imminente minaccia di carestia.

È fondamentale istituire corridoi umanitari sicuri sotto la supervisione delle Nazioni Unite, per garantire la consegna di cibo, medicinali e carburante in tutte le aree della Striscia di Gaza, con l’invio di osservatori internazionali indipendenti per verificarne il rispetto e per avviare la rapida riabilitazione dei settori agricolo e zootecnico, sia nell’ambito degli aiuti di emergenza sia nel quadro della ripresa a lungo termine.

Tutti gli Stati, individualmente e collettivamente, devono adempiere con urgenza ai propri obblighi legali per fermare il genocidio nella Striscia di Gaza in tutte le sue forme. Ciò include l’adozione di misure concrete per proteggere i civili palestinesi nell’enclave, garantire il rispetto da parte di Israele del diritto internazionale e delle sentenze della Corte Internazionale di Giustizia, e assicurare la piena responsabilità per i crimini commessi contro i palestinesi. L’Euro-Med Monitor chiede inoltre l’esecuzione dei mandati di arresto emessi dalla Corte Penale Internazionale contro il primo ministro e l’ex ministro della Difesa israeliani, e la loro rapida consegna alla giustizia internazionale, senza invocare alcuna immunità.

La comunità internazionale è chiamata a imporre sanzioni economiche, diplomatiche e militari a Israele e ai suoi principali alleati, in particolare agli Stati Uniti, per le gravi e sistematiche violazioni del diritto internazionale; queste sanzioni dovrebbero includere un embargo totale sulle armi e la sospensione di ogni forma di cooperazione politica, finanziaria, militare e di intelligence. Inoltre, l’Euro-Med Monitor chiede il congelamento dei beni dei funzionari israeliani, statunitensi e dell’UE responsabili o complici, il divieto di viaggio, il blocco dell’accesso delle loro aziende militari e di sicurezza ai mercati internazionali e la sospensione di accordi commerciali e bilaterali che facilitano i crimini israeliani sostenuti dall’Occidente contro il popolo palestinese.

I Paesi dotati di giurisdizione universale devono emettere mandati di arresto contro i leader politici e militari israeliani coinvolti nel genocidio in corso e avviare procedimenti giudiziari per adempiere all’obbligo giuridico internazionale di perseguire i crimini più gravi e contrastare l’impunità. Devono inoltre perseguire i propri cittadini coinvolti in violazioni contro i palestinesi, secondo i loro obblighi legali nazionali e internazionali, nell’ambito della loro giurisdizione territoriale o personale.

Infine, la Corte Penale Internazionale (CPI) deve accelerare le indagini sui crimini commessi nella Striscia di Gaza, ampliarne il mandato includendo genocidio e deportazioni forzate, ed emettere ulteriori mandati di arresto per i funzionari israeliani responsabili. Gli Stati Parte dello Statuto di Roma devono rispettare i propri obblighi legali eseguendo senza ritardi i mandati della CPI, per sostenere la giustizia internazionale e garantire responsabilità per i crimini più gravi commessi contro le vittime.

Traduzione per InfoPal di F.L.

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