
Gaza – Quds News. Il Times ha reso pubblico un documento militare segreto israeliano che delinea un piano di emergenza completo che Israele intende attuare in caso di fallimento dei colloqui di cessate il fuoco con Hamas.
Secondo il quotidiano britannico, il piano classificato si compone di tre fasi principali. Ogni fase segnala l’intenzione di Israele di continuare il genocidio, anche dopo il rilascio dei prigionieri israeliani detenuti da Hamas. Il rapporto avverte che il piano potrebbe accrescere i timori tra i palestinesi e i critici del primo ministro Benjamin Netanyahu, accusato di crimini di guerra presso la Corte Penale Internazionale.
Fase Uno: Controllo totale e “Zone Sterili”.
La prima fase si concentra sul rafforzamento della presa militare israeliana su Gaza. Il piano prevede il dispiegamento di battaglioni aggiuntivi per completare l’occupazione dell’intera Striscia. Gaza verrebbe divisa in cinque zone militari sigillate, descritte nel documento come “aree sterili”, dove solo le forze israeliane sono autorizzate a operare.
Secondo il Times, queste aree verrebbero “completamente ripulite” da qualsiasi “presenza di Hamas”. I civili sarebbero costretti a entrare in zone designate, descritte dal ministro della Difesa israeliano Israel Katz come una “città umanitaria”. Ma diverse personalità politiche israeliane, tra cui gli ex primi ministri Yair Lapid ed Ehud Olmert, hanno paragonato il concetto ai campi di concentramento.
Fase Due: Espulsione “volontaria”.
La seconda fase prevede di “incoraggiare” i palestinesi di Gaza ad andarsene “volontariamente”. Il ministero degli Esteri israeliano avrebbe istituito un “Ufficio per l’Emigrazione Volontaria” per gestire il processo. L’ufficio coordinerebbe “corridoi sicuri” per i civili che si recherebbero in paesi terzi.
Secondo il piano, i cittadini di Gaza che accettano di andarsene verrebbero trasportati dalla Striscia all’aeroporto Ramon di Eilat, per poi essere trasferiti all’estero verso destinazioni ancora da identificare.
Gli esperti citati dal Times hanno affermato che la mossa riecheggia le precedenti dichiarazioni di Stati Uniti e Israele che invitavano i residenti di Gaza a lasciare l’enclave affinché potesse essere ricostruita come la “Riviera del Medio Oriente”. I difensori dei diritti umani, tuttavia, hanno condannato l’idea come una forma di pulizia etnica.
Fase Tre: Campagna di Assassinio Globale.
La fase finale si concentra su una campagna coordinata per assassinare i leader di Hamas dentro e fuori Gaza, in collaborazione con gli Stati Uniti.
Secondo il documento trapelato, Israele ha stilato una lista di obiettivi che include figure di spicco di Hamas come Khalil al-Hayya e Khaled Mashal, entrambi residenti in Qatar. Altri nomi menzionati includono Izz al-Din al-Haddad e Raed Saad a Gaza, così come Osama Hamdan, Mousa Abu Marzouk e Ghazi Hamad in Libano e Qatar.
La lista include anche Khaled Ghanem, capo delle operazioni di intelligence di Hamas fuori Gaza.
La rivelazione alimenta le preoccupazioni che Netanyahu intenda prolungare il genocidio e rovinare i colloqui per il cessate il fuoco. La strategia rispecchia la precedente retorica di funzionari israeliani e americani, incluso il presidente Donald Trump, che suggerivano che Gaza dovesse essere “ripulita” prima della ricostruzione.
