Il Tribunale per Gaza chiede un intervento armato urgente per fermare il genocidio di Israele

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Istanbul – PC. Il Tribunale per  Gaza ha sollecitato un immediato intervento armato internazionale per fermare quella che ha definito “la fase più letale del genocidio” condotto da Israele a Gaza, avvertendo che l’inazione equivarrebbe a “un fallimento storico dell’umanità”.

In una conferenza stampa tenuta a Istanbul lunedì 18 agosto, il presidente del tribunale Richard Falk — professore emerito di diritto internazionale all’Università di Princeton ed ex relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei Territori palestinesi — ha invitato i governi a bypassare il Consiglio di Sicurezza e ad autorizzare l’intervento tramite l’Assemblea Generale.

“Se non intraprendiamo ora un’azione seria e drastica, qualsiasi cosa fatta in maniera più moderata arriverà troppo tardi, troppo tardi per salvare le persone sopravvissute che sono già state traumatizzate da oltre 22 mesi di genocidio”, ha dichiarato Falk.

Secondo lui, il mondo sta assistendo alla “trasparenza di un genocidio compiuto in tempo reale”, ancora più visibile dell’Olocausto, accusando le democrazie occidentali di “comportamento complice”. Ha tuttavia rilevato un crescente cambiamento nell’opinione pubblica.

“Cerchiamo di rivolgerci alla coscienza di tutti i popoli e incoraggiare quel tipo di attivismo capace di produrre cambiamenti nei governi — in particolare un embargo sulle armi e varie forme di sanzioni… inclusa la solidarietà con la lotta palestinese che si rivelò così efficace nella campagna contro l’apartheid”, ha aggiunto Falk.

“È ora di agire”.

La dichiarazione di emergenza del tribunale, intitolata “È ora di AGIRE: Mobilitazione contro la conquista pianificata da Israele sulla Città di Gaza  e Gaza Centrale”, ha evidenziato la decisione del 7 agosto del Gabinetto per la sicurezza nazionale di Israele – avversata, ha detto Falk, dall’alto comando militare israeliano – di avanzare verso  la Città di Gaza , dove si trovano rifugiati quasi un milione di palestinesi sfollati.

Definendo la decisione un punto di svolta, Falk ha esortato gli Stati membri delle Nazioni Unite ad agire immediatamente, in base alla Risoluzione “Uniti per la Pace” del 1950 e al quadro normativo “Responsabilità di Proteggere” adottato nel 2005.

Citando l’appello dell’inviato palestinese all’ONU Riyad Mansour per le forze di protezione, il tribunale ha avvertito: “Noi, come Tribunale di Gaza, ci uniamo a coloro che considerano il silenzio di fronte al genocidio come complicità”.

Falk ha inoltre condannato i tentativi di mettere a tacere giornalisti e difensori dei diritti umani, denunciando le sanzioni contro i relatori ONU e “l’assassinio del 10 agosto di Assas al-Shafir e dei suoi colleghi di Al Jazeera in un altro violento e deliberato tentativo di zittire chi dice la verità”.

“Parte del compito del tribunale di Gaza è rafforzare il ruolo della verità”, ha affermato. “Ed è di importanza strategica non solo per Gaza ma per il benessere del mondo”.

Il tribunale ha annunciato che porterà la questione alla prossima Assemblea Generale dell’ONU, che si terrà a New York il mese prossimo.

‘Fiducia nei popoli, non nei governi’.
Durante la sessione di domande e risposte, Falk ha riconosciuto le difficoltà di realizzare una forza di protezione ONU a causa dei continui blocchi del Consiglio di Sicurezza e delle contraddizioni occidentali.

“È realistico quanto la volontà politica che esiste”, ha detto. “La situazione a Gaza è talmente disperata che solo iniziative improbabili hanno qualche possibilità di salvare la popolazione da una tragedia quasi certa”.

Falk ha sottolineato che l’attivismo popolare può trasformare la realtà politica. “Il realismo riflette l’atmosfera politica, e quella può essere cambiata dalle persone”, ha affermato, ricordando come il movimento pacifista statunitense cambiò la politica governativa durante la guerra del Vietnam.

Cos’è il Tribunale per Gaza?

Il Tribunale per Gaza è stato istituito a Londra nel novembre 2024 da quasi 100 accademici, difensori dei diritti umani e leader della società civile, che hanno citato il “totale fallimento” della comunità internazionale nell’applicazione del diritto internazionale a Gaza.

Da allora ha tenuto varie sessioni, tra cui una camera a Londra nel febbraio 2025, una sessione a Sarajevo nel maggio successivo che ha prodotto la Dichiarazione di Sarajevo accusando Israele di genocidio e apartheid, e incontri strategici a Istanbul.

Un’udienza finale è prevista per ottobre a Istanbul, dove la “Giuria di Coscienza” del tribunale emetterà un verdetto morale basato su testimonianze e prove.

Dal 7 ottobre 2023, la guerra israeliana su Gaza ha causato oltre 62.000 morti palestinesi. L’enclave affronta una carestia, mentre i tribunali internazionali proseguono i procedimenti: la Corte Penale Internazionale ha emesso mandati di arresto contro il primo ministro Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della difesa Yoav Gallant, e Israele è sotto processo per genocidio alla Corte Internazionale di Giustizia.

Traduzione per InfoPal di F.L.

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