
Jenin – PIC. Mercoledì mattina sono iniziate le operazioni per riparare i gravi danni e la distruzione causati dall’esercito israeliano alle case, alle proprietà e alle infrastrutture nel campo profughi di Jenin, a seguito di due giorni di incursioni nella città del nord della Cisgiordania.
Le squadre del Municipio di Jenin, del Consiglio dei Servizi Congiunti e di aziende private hanno avviato i lavori per rimuovere i detriti lasciati dall’aggressione israeliana all’infrastruttura e alle proprietà nella città di Jenin e nel suo campo profughi.
Il ministro degli Affari locali, Majdi al-Saleh, ha affermato in una breve dichiarazione che le squadre stanno facendo ogni sforzo possibile, sin dalle prime ore dopo il ritiro delle forze d’occupazione (IOF) dal campo di Jenin, per garantire, nel più breve tempo possibile, il ripristino e la fornitura dei servizi di base ai cittadini, tra cui acqua, elettricità e comunicazioni.
I lavori includono anche la rimozione dei detriti, il ripristino delle strade, in particolare la strada principale del campo che è stata distrutta nel primo giorno dell’incursione, e la riparazione delle reti idriche, elettriche e di comunicazione che sono state danneggiate, al fine di consentire alle persone di tornare il prima possibile alle case dalle quali l’esercito le aveva costrette ad andarsene, oltre a fornire assistenza di soccorso a coloro che hanno scelto di rimanere nel campo.
Le IOF hanno lanciato, lunedì mattina, una massiccia aggressione contro la città di Jenin ed il suo campo profughi, che è durata due giorni e ha causato la morte di 12 civili, tra cui cinque bambini, e più di 140 feriti, di cui 30 in condizioni gravi, oltre alla distruzione dell’infrastruttura del campo e ai gravi danni alle case e alle proprietà.
Il ministro dei Lavori pubblici, Mohammad Ziara, ha descritto il campo profughi come “colpito da un terremoto”, sottolineando che c’è stata una distruzione totale in tutti gli aspetti della vita, comprese l’infrastruttura e la vita quotidiana.
Traduzione per InfoPal di F.L.
