Israele, stato canaglia e genocida, bombarda l’Iran

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InfoPal. Israele ha lanciato attacchi senza precedenti contro l’Iran.

Le IDF annunciano l’operazione Am Kelavi (Lion Force) contro l’Iran. Secondo i media israeliani, Israele ha condotto i suoi attacchi aerei in un quartiere di Tehran in cui risiedono i comandanti di alto rango del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. Secondo fonti, Mohammed Baqri, capo di stato maggiore dell’Iran, è stato assassinato, e sono state colpite le abitazioni di capi politici e militari di alto livello.

L’agenzia di notizie Tasnim News ha confermato l’assassinio del comandante delle Guardie Rivoluzionarie Hossein Salami.

L’obiettivo dichiarato di Israele è “eliminare la minaccia nucleare iraniana e i missili a lungo raggio”.

Decine di obiettivi militari in tutto l’Iran sono stati colpiti come primo attacco.

L’aeroporto Imam Khomeini e l’aeroporto Mehrabad sono stati presi di mira da attacchi aerei israeliani, così come scienziati nucleari.

Israele ha iniziato a bombardare i siti di ricerca nucleare a Natanz.

La Reuters ha citato dirigenti statunitensi che hanno affermato: “Gli Stati Uniti non sono coinvolti negli attacchi contro l’Iran e non gli forniscono assistenza”, ma secondo il canale israeliano 12, sono coordinati con l’amministrazione Trump.

Israele ha dichiarato lo stato di emergenza, in attesa della risposta iraniana.

La difesa aerea iraniana è stata attivata venerdì mattina a piena capacità, ha riferito la TV di Stato, aggiungendo che “la difesa aerea iraniana afferma di essere al 100% della sua capacità operativa”.

Caccia MiG-29 sono decollati dalla base aerea Mehrabad di Teheran.

Le IDF confermano il lancio di razzi dall’Iran verso Israele.

Nel corso di questi ultimi due anni l’Iran ha gradualmente perso la sua capacità di deterrenza. Due momenti significativi hanno segnato tale declino:

1. Quando Ismail Haniyeh è stato preso di mira sul suolo iraniano e Teheran ha scelto di dare una risposta moderata. All’epoca, Sayyed Hassan Nasrallah aveva pronunciato un discorso sottolineando la necessità di una risposta, inquadrando la questione come legata alla dignità nazionale iraniana.

2. Il secondo, e più decisivo, momento è giunto con l’assassinio di Sayyed Nasrallah, un evento che non ha avuto risposta con una dura rappresaglia, né contro Israele né all’interno della regione.

La deterrenza è crollata totalmente e Netanyahu ne è venuto fuori più forte, arrivando persino a minacciare pubblicamente la Guida Suprema dell’Iran.

Per ripristinare la deterrenza e per proteggersi, l’Iran ha solo due scelte: 1. avviare una risposta militare convenzionale impattante, non moderata come consueto negli ultimi due anni. 2. Sviluppare un’arma nucleare. Senza queste due opzioni, ci sarà un cambio di regime, una “rivoluzione colorata” che abbatterà l’Iran… e la trasformerà in una nuova Libia o Siria… Ricordiamo che l’Iran era inclusa nella lista dei 9 stati per il cambio di regime del Nuovo Ordine mediorientale degli USA…

In alto da sinistra: il Maggior Generale Gholam Ali Rashid, comandante del Quartier Generale delle Forze Armate iraniane, il Capo dell’IRGC, Maggior Generale Hossein Salami, e il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, Maggior Generale Mohammad Bagheri. In basso da sinistra: gli scienziati nucleari veterani Fereydoon Abbasi e Mohammad-Mehdi Tehranchi.

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