“Tentativo di repressione”: Samidoun Network non si scoraggia dopo le sanzioni di Stati Uniti e Canada

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Palestine Chronicle.“La nostra risposta a queste sanzioni è chiara: continueremo a lottare per fermare il genocidio, fermare il sostegno imperialista a Israele fino alla liberazione della Palestina dal fiume al mare”.

Gli Stati Uniti e il Canada, in accordo tra loro, hanno designato l’organizzazione Samidoun Palestinian Prisoner Solidarity Network come un “ente di beneficenza fittizio” che fungerebbe da raccolta fondi internazionale per il movimento del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (PFLP). Il PFLP è stato dichiarato “Foreign Terrorist Organization” (Organizzazione Terroristica Internazionale) dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti nell’ottobre 1997 e “Specially Designated Global Terrorist” nell’ottobre 2001.

L’Ufficio per il Controllo dei Beni Esteri (Office of Foreign Assets Control – OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato le sanzioni martedì scorso sostenendo che il PFLP “utilizza Samidoun per mantenere le possibilità di raccolta fondi sia in Europa che in Nord America”.

Ma Samidoun afferma che le sanzioni sono “un tentativo per reprimere l’organizzazione politica a sostegno della lotta del popolo palestinese contro il genocidio, il colonialismo e l’occupazione, e gli oltre 10.000 prigionieri politici palestinesi che vengono torturati e uccisi dall’entità sionista”.

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“Tentativo coordinato”.

Il governo canadese ha inserito l’organizzazione nell’elenco delle “entità terroristiche” ai sensi del suo codice penale.

L’inserimento di un’entità nell’elenco è un mezzo che lo stato utilizza per identificare pubblicamente un gruppo o un individuo come associato al terrorismo, e il codice penale “proibisce determinate azioni in relazione ai gruppi terroristici, comprese quelle relative al finanziamento del terrorismo, come ad esempio la gestione consapevole di qualsiasi proprietà appartenente a un terrorista”.

“Queste decisioni giungono in un momento in cui l’entità sionista continua il suo genocidio e i suoi massacri a Gaza, in tutta la Palestina e in Libano con il pieno supporto di Stati Uniti, Canada e Unione Europea”, ha dichiarato Samidoun.

“È un tentativo coordinato dei nemici dei palestinesi di fermare ogni forma di solidarietà con il popolo palestinese e gli sforzi di organizzazione politica per porre fine al genocidio, ai crimini contro l’umanità e all’occupazione di Israele”.

L’organizzazione ha sede a Vancouver, in Canada, e ha sezioni in tutto il mondo, tra cui Svezia, Spagna, Francia, Ungheria, Brasile, Germania e Iran.

Samidoun (che in arabo significa “fermo”) è nata a seguito dello sciopero della fame dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane del settembre-ottobre 2011 e lavora per costruire solidarietà con i prigionieri palestinesi nella loro lotta per la libertà, come riportato sul suo sito web.

“Lavoriamo per aumentare la consapevolezza e fornire risorse sui prigionieri politici palestinesi, le loro condizioni, le loro richieste e il loro lavoro per la libertà, per se stessi, i loro compagni prigionieri e la loro patria”.

Solidarietà globale.

Essa “si schiera in solidarietà” anche con i prigionieri politici negli Stati Uniti, in Canada e in Europa presi di mira per le loro attività in favore delle lotte di liberazione e dei movimenti per la libertà, tra cui lotte di liberazione e sovranità dei nativi e degli indigeni, degli indipendentisti portoricani, degli attivista per la liberazione dei neri, degli attivisti latini e chicano e di molti altri perseguitati da razzismo, colonialismo e oppressione.

“La nostra risposta a queste sanzioni è chiara: continueremo a lottare per fermare il genocidio, fermare il sostegno imperialista a Israele, fino alla liberazione della Palestina dal fiume al mare”, ha ribadito Samidoun in una dichiarazione rilasciata mercoledì scorso.

L’organizzazione ha inoltre sottolineato che, oltre ad inviare armi e denaro a Israele, “i poteri imperialisti stanno reprimendo la diaspora palestinese, la comunità araba e gli attivisti internazionali per la Palestina che si oppongono al sostegno di questi paesi all’occupazione”.

Attivisti detenuti, imprigionati.

Migliaia di attivisti in Nord America ed Europa sono stati arrestati e le loro case sono state perquisite, ha osservato l’organizzazione.

In diversi paesi, i palestinesi hanno ricevuto ordini di deportazione per il loro attivismo politico, mentre in Germania, ha sottolineato Samidoun, è stato implementato un divieto contro lo slogan “dal fiume al mare, la Palestina sarà libera”.

Samidoun ha sottolineato che “questa designazione e sanzioni dovrebbero essere motivo di grave preoccupazione per tutti coloro che svolgono attività politica, in particolare per la liberazione palestinese, proprio come la messa al bando di Samidoun in Germania, nel novembre 2023″.

“Si intende introdurre una norma in base alla quale le organizzazioni possono essere designate come ‘terroriste'” per aver organizzato manifestazioni, conferenze, pubblicato manifesti ed essersi “impegnate pubblicamente in attività politiche che sfidano la complicità degli stati imperialisti nei crimini di guerra israeliani, nei crimini contro l’umanità e nel genocidio in corso a Gaza”.

In un momento in cui sempre più persone stanno manifestando per la giustizia e la liberazione in Palestina, ha affermato Samidoun, la decisione “è intesa come un attacco al movimento nel suo complesso”.

Khaled Barakat.

“Organizzazioni come Samidoun si mascherano da attori caritatevoli che affermano di fornire supporto umanitario a chi ne ha bisogno, ma in realtà dirottano fondi per l’assistenza indispensabile per supportare gruppi terroristici”, ha affermato il sottosegretario al Tesoro per il terrorismo e l’intelligence finanziaria, Bradley T. Smith.

Smith ha sottolineato che “gli Stati Uniti, insieme al Canada e ai nostri partner che la pensano allo stesso modo, continueranno ad ostacolare coloro che cercano di finanziare il FPLP, Hamas e altre organizzazioni terroristiche”.

Il ministro canadese della Pubblica sicurezza, delle istituzioni democratiche e degli affari intergovernativi, Dominic LeBlanc, ha affermato che “l’azione congiunta con gli Stati Uniti invia un forte messaggio: le nostre due nazioni non tollereranno questo tipo di attività e faranno tutto ciò che è in loro potere per garantire che siano adottate misure valide per affrontare il finanziamento del terrorismo”.

È stato inoltre sanzionato Khaled Barakat, cittadino canadese, con l’accusa di essere “un membro del FPLP” che “serve come parte della leadership del gruppo all’estero”, ha affermato l’OFAC.

“Mettere a tacere”.

Samidoun ha espresso solidarietà a Barakat, definendolo uno “scrittore palestinese e membro del comitato esecutivo del Masar Badil, il Palestinian Alternative Revolutionary Path Movement, che è stato preso di mira dagli Stati Uniti sempre in base al ‘Specially Designated Global Terrorist’”.

“Questo ha lo scopo di mettere a tacere il suo lavoro e la sua attività, efficaci nell’organizzare i palestinesi in esilio e nella diaspora, nella lotta per il ritorno e per la liberazione della Palestina”, ha affermato Samidoun.

                 

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Implicazioni.

L’azione degli Stati Uniti e del Canada ha molte implicazioni, tra cui il fatto che “istituzioni finanziarie non statunitensi e altre persone che si impegnano in determinate transazioni o attività con entità e individui sanzionati potrebbero esporsi al rischio di sanzioni o essere soggette a un’azione esecutiva”, secondo l’OFAC.

“I divieti includono la fornitura di qualsiasi contributo o fornitura di fondi, beni o servizi da parte, a o per il beneficio di qualsiasi persona designata, o la ricezione di qualsiasi contributo o fornitura di fondi, beni o servizi da parte di tale persona”, ha affermato l’OFAC.

La National Lawyers Guild (NLG), con sede negli Stati Uniti, ha condannato l’azione contro Samidoun affermando che avrebbe “un ampio effetto dissuasivo sul lavoro di solidarietà con la Palestina in Nord America”.

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“Soprattutto, è progettato per interrompere l’ondata globale senza precedenti di sostegno alla liberazione della Palestina”, ha affermato la NLG, la prima associazione legale americana senza segregazione razziale, composta da avvocati, studenti di giurisprudenza e altri attivisti legali.

“La repressione della nostra voce, protetta dalla Costituzione, è uno sviluppo preoccupante sempre, ma in particolare in questo momento, mentre i movimenti sociali affrontano il genocidio israeliano sostenuto dagli Stati Uniti a Gaza, la guerra israeliana in Libano e la generale tendenza globale verso il fascismo”, ha sottolineato l’associazione.

Traduzione per InfoPal di Aisha T. Bravi

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