
Gaza - PIC. L’ufficio stampa dell’associazione Asra ha confermato che la questione dei prigionieri rimarrà una priorità assoluta per il popolo palestinese e la sua coraggiosa resistenza. “La nostra lotta per la loro liberazione continua con tutti i mezzi, principalmente attraverso la resistenza, che ha dimostrato la sua capacità di imporre condizioni per la liberazione, come risulta dagli accordi di Wafa al-Ahrar e di Tufan al-Ahrar”, ha aggiunto.
In una dichiarazione rilasciata giovedì, in occasione della Giornata del Prigioniero Palestinese, l’ufficio ha sottolineato che i crimini israeliani commessi contro i prigionieri, in particolare le sparizioni forzate di rapiti da Gaza, non saranno dimenticati e rimarranno una macchia sulla coscienza della silente comunità internazionale.
Ha chiesto di attivare ogni forma di pressione politica, legale e mediatica, sia araba che internazionale, per internazionalizzare la questione dei prigionieri e lavorare affinché i crimini israeliani contro di loro siano inclusi nei procedimenti legali dinanzi alla Corte Penale Internazionale e a tutti i forum per i diritti umani.
La dichiarazione esorta il popolo palestinese in ogni area, sia all’interno della patria occupata che nella diaspora, a partecipare ampiamente alle attività popolari e a unirsi alle marce di rabbia e lealtà a sostegno dei prigionieri.
Quest’anno, la Giornata del prigioniero palestinese cade in un momento di circostanze eccezionali che mettono in ombra i prigionieri nelle carceri israeliane, in un contesto di crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi contro di loro sotto gli occhi di questo mondo ingiusto.
Secondo la dichiarazione, questa occasione coincide anche con la battaglia “Al-Aqsa Flood” e con lo storico accordo di Tufan di al-Ahrar, che ha segnato un momento cruciale nella lotta del popolo palestinese e ha rinnovato la speranza di spezzare le catene e imporre la propria volontà al carceriere.
L’Ufficio ha osservato che il numero di prigionieri e detenuti nelle carceri israeliane ha raggiunto le 9.900 unità all’inizio di aprile 2025, inclusi 3.498 detenuti amministrativi, almeno 400 minorenni e 29 donne. Inoltre, 1.747 prigionieri di Gaza sono classificati come “combattenti illegali” dall’amministrazione penitenziaria.
Dall’inizio dell’aggressione contro Gaza, Israele ha trasformato le sue prigioni in macelli di esseri umani, dove vengono inflitte le forme più orribili di vendetta e umiliazione ai prigionieri, inclusi malati, donne e bambini. Centinaia di persone sono trattenute in strutture di detenzione create dopo l’operazione “Al-Aqsa Flood”, come Sde Teiman e la prigione sotterranea di Ramla, prive degli elementi più basilari della vita umana.
Le testimonianze dei prigionieri rilasciati documentano crimini efferati che sconvolgono l’umanità, tra cui stupri, torture brutali, negligenza medica e la diffusione deliberata di malattie: crimini commessi per decisione e benedizione del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir, che hanno portato al martirio di 64 persone dal 7 ottobre 2023, portando il numero di martiri del movimento dei prigionieri a 301 dal 1967.
Tradotto per InfoPal da F.L.
