
Gerusalemme/al-Quds. Domenica mattina, l’Autorità di occupazione israeliana (IOA) ha sfollato diverse famiglie palestinesi dopo aver demolito i loro appartamenti nel quartiere di Beit Hanina, nella Gerusalemme Est occupata, con il pretesto della costruzione senza licenza.
Secondo fonti locali, il Comune israeliano ha costretto la famiglia al-Halawani a demolire a proprie spese il proprio edificio residenziale composto da sei unità abitative, sfollando circa 30 persone, tra cui molti bambini e donne.
Secondo le statistiche ufficiali palestinesi, durante la prima metà del 2025 l’IOA ha demolito, raso al suolo con i bulldozer o costretto i proprietari ad abbattere oltre 153 abitazioni e strutture nella Gerusalemme occupata.
I proprietari palestinesi a Gerusalemme si vedono spesso obbligati a demolire le proprie case a proprie spese per evitare di dover pagare al Comune israeliano multe salatissime e i costi della demolizione.
Secondo gruppi per i diritti umani e organizzazioni di monitoraggio, il tasso di demolizione di abitazioni e strutture palestinesi a Gerusalemme Est è quasi raddoppiato, dall’inizio della guerra genocida israeliana contro Gaza.
Le demolizioni vengono ordinate dall’autorità municipale israeliana, che sostiene che molte abitazioni e strutture palestinesi siano costruite illegalmente e senza permesso.
Quasi tutte le richieste di permessi edilizi presentate dalle famiglie palestinesi di Gerusalemme Est vengono respinte dall’IOA. Questo costringe molte famiglie in espansione a costruire senza autorizzazione, affrontando così pesanti sanzioni economiche e ordini di demolizione.
(Fonti: PIC, Quds News).
Tradotto per InfoPal da F.L.
