
Palestina occupata – Notizie Quds. La Società dei prigionieri palestinesi (PPS) ha pubblicato un rapporto che descrive le condizioni “brutali” affrontate dai detenuti palestinesi nelle carceri israeliane, dove più di 70 prigionieri sono morti in circa due anni tra denunce di torture e negligenza medica.
Dopo numerose visite effettuate questo mese, il gruppo ha riferito che la violenza contro i prigionieri si è intensificata, con le guardie israeliane che usano manganelli, proiettili rivestiti di gomma e pistole stordenti. I prigionieri sono denutriti e privati dei beni essenziali per l’igiene.
Alcuni indossano gli stessi vestiti da mezzo anno, mentre altri – in particolare nelle prigioni di Negev e Ofer – soffrono di scabbia, che si sta diffondendo, ha riportato il gruppo.
“Ogni volta che chiedo di andare in clinica, vengo insultato e umiliato”, ha detto un prigioniero citato dal gruppo. “Soffro anche di forti dolori articolari e, nonostante le mie numerose richieste di cure, mi prendono in giro e si rifiutano di darmi qualsiasi medicinale”.
Un altro prigioniero ha aggiunto: “Coloro che si definiscono medici o infermieri compiono atti umilianti contro i pazienti. Quando chiediamo cure, rispondono sarcasticamente: ‘È già buono che respira.’ Oppure dicono: ‘Bevi acqua con il sapone”.
Un altro prigioniero ha osservato: “La quantità di cibo fornita non basta neanche a sfamare un bambino piccolo. Spesso troviamo escrementi di uccelli nel cibo o impronte dei carcerieri sulle verdure, che di solito sono marce. Eppure siamo costretti a mangiarle perché non c’è alternativa”.
Le prigioniere detenute nel carcere di Damon sono sottoposte a condizioni dure e degradanti, tra cui elevata umidità e infestazioni diffuse di insetti, fame deliberata con la fornitura di verdure avariate, abusi fisici, perquisizioni corporali, violente repressioni e il continuo diniego di accesso ai prodotti essenziali per l’igiene femminile da parte dell’amministrazione carceraria israeliana.
Morte silenziosa.
Secondo la PPS, almeno 77 detenuti conosciuti sono morti nelle carceri israeliane dall’inizio del genocidio israeliano a Gaza. Tra questi, 46 provenienti da Gaza, il numero più alto nella storia.
Il gruppo ha raccontato che le identità di molti martiri tra i detenuti di Gaza restano non rivelate, poiché l’occupazione israeliana continua a nasconderle, rendendo questa la “fase più sanguinosa nella storia del movimento dei prigionieri”. Di questi, Israele continua a trattenere i corpi di 81 detenuti, compresi quelli morti dall’inizio dell’assalto israeliano.
Inoltre, decine di detenuti di Gaza restano vittime di sparizioni forzate, senza informazioni confermate sul loro destino.
Le autorità di occupazione israeliane sono state accusate di torturare i detenuti palestinesi. Ciò include l’essere ammanettati e incatenati 24 ore al giorno, sette giorni su sette – anche durante il sonno, i pasti e l’uso del bagno.
Le testimonianze descrivono anche percosse regolari da parte delle guardie, sovraffollamento estremo, umiliazioni e condizioni igieniche inadeguate.
Un soldato israeliano di riserva ha rivelato recentemente abusi scioccanti nella famigerata base militare di Sde Teiman, descrivendola come un “luogo di tortura sadica” dove decine di detenuti palestinesi di Gaza sono morti in condizioni brutali.
Il soldato ha descritto Sde Teiman come un posto in cui “le persone entrano vive e ne escono in sacchi per cadaveri”. Ha detto che la morte dei detenuti non sorprende più. “La vera sorpresa”, ha aggiunto, “è se qualcuno sopravvive”.
Ha dichiarato che le autorità di occupazione israeliane supervisionano abusi sistematici. Secondo il suo racconto, i detenuti palestinesi soffrono per la fame, le ferite di guerra non curate e la negazione dei bisogni igienici di base. “Alcuni urinano e defecano su se stessi perché non è loro permesso usare il bagno”, ha detto.
Nell’agosto 2024, il gruppo israeliano per i diritti umani B’Tselem ha accusato le autorità di occupazione israeliane di abusare sistematicamente dei palestinesi nei “campi di tortura”, sottoponendoli a violenze gravi e sessuali.
Il suo rapporto, intitolato “Benvenuti all’inferno”, si basa su 55 testimonianze di ex detenuti della Striscia di Gaza, della Cisgiordania occupata, di Gerusalemme Est e di cittadini di Israele. La stragrande maggioranza di questi detenuti era stata trattenuta senza processo.
Secondo il Centro palestinese per gli studi sui prigionieri, più della metà dei prigionieri palestinesi morti dall’ottobre 2023 sono stati uccisi principalmente a causa di torture e abusi.
A causa del forte aumento degli arresti, in particolare tra i gazawi, Israele ha aperto nuovi centri di detenzione e interrogatorio gestiti direttamente dal suo esercito. Secondo il centro, queste strutture sono diventate luoghi di “tortura e maltrattamenti sistematici, in chiara violazione del diritto internazionale e dei diritti umani”.
Il centro ha anche rivelato che Israele ha ufficialmente riconosciuto la morte di 37 detenuti nel centro di detenzione di Sde Teiman dall’ottobre 2023, anche se questo numero è probabilmente solo una frazione del vero bilancio. Molti prigionieri di Gaza sono stati vittime di sparizione forzata e tenuti in isolamento in condizioni disumane, creando un contesto in cui le esecuzioni extragiudiziali possono avvenire senza controllo né responsabilità.
Oltre alle torture, il centro ha documentato 29 morti dovute a negligenza medica. Si riporta che Israele neghi regolarmente ai prigionieri l’accesso alle cure mediche di base, trattenendoli in condizioni insalubri e piene di malattie e ritardando o rifiutando del tutto trattamenti necessari per lunghi periodi. In molti casi, i prigionieri vengono trasferiti negli ospedali solo quando sono ormai in fin di vita.
Tradotto per InfoPal da F.L.
