
Gaza - Cronaca della Palestina. Hamas ha introdotto una nuova e letale tattica: piantare ordigni esplosivi nel sottosuolo per colpire i soldati israeliani a Gaza e in Cisgiordania.
Il movimento di resistenza palestinese Hamas ha impiegato una tattica letale sia a Gaza che in Cisgiordania, piazzando ordigni esplosivi detonati a distanza in profondità nel sottosuolo per colpire le forze israeliane, secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Maariv.
L’analista militare israeliano Avi Ashkenazi ha sottolineato che l’esercito israeliano “ha identificato un cambiamento nelle tattiche di combattimento di Hamas negli ultimi giorni, in particolare nel nord della Striscia di Gaza”.
Il rapporto rileva inoltre che un maggior numero di ordigni esplosivi, comunemente chiamati “bombe a pancia in giù”, sono stati piazzati in profondità nel sottosuolo e attivati a distanza.
I combattenti monitorano i movimenti dei soldati israeliani da posizioni nascoste, a volte attirandoli verso questi dispositivi, che alla fine conducono le forze armate nell’area degli esplosivi, secondo Ashkenazi.
Questa tattica è stata sorvegliata dalle forze israeliane per un certo periodo, con metodi simili segnalati nella Cisgiordania occupata.
Ashkenazi ha affermato che i tre palestinesi uccisi mercoledì nel villaggio di Tamoun, tra cui due bambini di 8 e 10 anni, stavano piazzando dispositivi per attirare i soldati in una trappola mortale.
“Nelle ultime settimane, un gran numero di combattenti delle Brigate Kfir, Nahal, unità di ingegneria di combattimento e divisioni corazzate sono stati uccisi nel nord della Striscia di Gaza a causa di questo tipo di trappola mortale”, ha aggiunto il rapporto.
Ha anche osservato che le attuali condizioni meteorologiche rappresentano una sfida, con i bulldozer militari che non sono in grado di arare il terreno abbastanza in profondità. Nel frattempo, i combattenti della resistenza palestinese “riescono a scavare rapidamente e in profondità, piazzando gli ordigni esplosivi”.
In un rapporto separato, Ashkenazi e Alon Hachmon hanno espresso preoccupazione per la possibilità di un secondo attacco del 7 ottobre da parte di Hamas nel nord della Cisgiordania.
Il panico tra i residenti delle città vicine alla linea di demarcazione e la crescente paura a seguito degli eventi del 7 ottobre, come precedentemente riportato da Maariv, è ulteriormente aggravato dalle dichiarazioni allarmanti di Rafi Saar, sindaco di Kfar Saba.
Secondo Saar, “gli eventi recenti, come il sequestro di un lanciatore RPG a Jenin, evidenziano la natura tangibile e grave di questa minaccia. Lo Stato deve assumersi la responsabilità e agire immediatamente per garantire la sicurezza dei residenti”.
Tradotto per InfoPal da F.L.
