Handala della Freedom Flotilla Coalition inizia il suo viaggio verso Gaza

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Napoli-PIC. Domenica, la Freedom Flotilla Coalition (FFC) ha annunciato che Handala, la sua nave umanitaria civile, è ufficialmente salpata da Siracusa, in Italia, per iniziare il suo viaggio verso la Striscia di Gaza.

“Questo segna un passo coraggioso nel nostro continuo impegno per sfidare il blocco illegale e mortale imposto da Israele al popolo palestinese a Gaza. La nave trasporta aiuti umanitari salvavita e un messaggio di solidarietà da parte di persone di tutto il mondo che si rifiutano di rimanere in silenzio mentre Gaza è affamata, bombardata e sepolta sotto le macerie”, ha dichiarato la Freedom Flotilla Coalition in un comunicato.

Questa missione arriva poche settimane dopo l’attacco illegale di Israele alla Madleen, un’altra nave della Freedom Flotilla, sequestrata con violenza in acque internazionali. Dodici civili disarmati, tra cui un membro del Parlamento europeo, un medico, giornalisti e difensori dei diritti umani, sono stati rapiti da commando israeliani e condotti contro la loro volontà in Israele, dove sono stati interrogati, maltrattati e poi deportati. Il loro crimine è stato quello di tentare di portare cibo, medicine e solidarietà ai palestinesi sotto assedio.

“Handala naviga nell’ombra delle atrocità di massa in corso. Dal 18 marzo 2025, quando Israele ha rotto il cessate il fuoco e ripreso gli attacchi su Gaza, almeno 6.572 palestinesi sono stati uccisi e oltre 23.000 feriti, secondo il ministero della Salute di Gaza. Tra questi, oltre 700 sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco mentre attendevano cibo nei punti di distribuzione controllati dalla “Gaza Humanitarian Foundation” (GHF), sostenuta da Stati Uniti e Israele, una trappola mortale mascherata da schema di aiuti, una struttura di controllo e crudeltà al servizio del genocidio israeliano”, si legge nella dichiarazione della coalizione.

Handala fa parte della Freedom Flotilla Coalition, una rete internazionale di base che lotta contro il blocco navale dal 2010. A bordo ci sono medici volontari, avvocati, attivisti per la giustizia sociale, giornalisti e organizzatori di comunità. “Non siamo governi. Siamo persone, che intervengono laddove le istituzioni hanno fallito”, si legge nella dichiarazione.

Come in missioni precedenti, la FFC ha collaborato con Forensic Architecture e ha dotato la Handala di un avanzato sistema di tracciamento.

“Questa tecnologia svolge un ruolo cruciale nel garantire la sicurezza di chi è a bordo, nel mantenere la trasparenza sulla posizione dell’imbarcazione e nell’assicurare che eventuali aggressori siano ritenuti responsabili delle proprie azioni”, ha affermato la FFC in un altro comunicato.

Tradotto per InfoPal da F.L.

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