
Madrid – Presstv. Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato nuove misure volte ad aumentare la pressione sul regime israeliano affinché ponga fine al genocidio in corso dei palestinesi nella Striscia di Gaza.
Sánchez ha dichiarato lunedì che Madrid mira a esercitare pressioni sul regime di Tel Aviv vietando alle navi e agli aerei che trasportano armi per Israele e carburante di attraccare nei porti spagnoli o di entrare nello spazio aereo spagnolo.
Inoltre, Madrid aumenterà gli aiuti all’Autorità Palestinese e all’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei Rifugiati Palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA) di 10 milioni di euro e impegnerà 150 milioni di euro aggiuntivi in aiuti umanitari per Gaza nel 2026.
Madrid imporrà anche un embargo sui beni prodotti negli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati.
Sánchez ha affermato in un discorso televisivo di lunedì che queste misure mirano a fermare “il genocidio a Gaza, perseguirne i responsabili e sostenere la popolazione palestinese”.
“Quello che Israele sta facendo non è difendersi, è sterminare una popolazione indifesa”, ha dichiarato Sánchez.
Ha detto di sperare che le nuove misure servano ad aumentare la pressione sul primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, “per alleviare parte delle sofferenze che la popolazione palestinese sta subendo”.
“Sappiamo che queste misure non saranno sufficienti per porre fine ai crimini di guerra, ma speriamo che servano ad applicare pressione sul primo ministro Benjamin Netanyahu e ad alleviare le sofferenze del popolo palestinese”.
Sánchez ha avvertito che Madrid proibirà l’ingresso nel paese a chiunque abbia partecipato direttamente al genocidio dei palestinesi a Gaza.
Il primo ministro spagnolo ha detto che Madrid continuerà a fare tutto il possibile per fermare il genocidio in corso a Gaza. “La Spagna da sola non può fermare la guerra, ma ciò non significa che non possiamo provarci”.
Gli Stati Uniti sono il principale fornitore di aiuti diretti e indiretti al genocidio israeliano a Gaza, garantendo a Tel Aviv fondi, armi, munizioni e sostegno diplomatico.
L’ambasciatore statunitense in Israele si è spinto fino a giustificare il genocidio a Gaza come una guerra santa contro i musulmani. L’alto diplomatico americano nei territori palestinesi occupati ha riecheggiato dichiarazioni in stile crociato, sostenendo che sia il dovere spirituale di un cristiano devoto partecipare al conflitto, paragonandolo a una battaglia tra “paradiso e inferno”.
Da quando Tel Aviv ha lanciato il genocidio nell’ottobre 2023, circa 64.400 palestinesi, per lo più donne e bambini, sono stati uccisi.
Netanyahu, che deve affrontare un mandato di arresto internazionale per il genocidio di Gaza e numerosi crimini di guerra e crimini contro l’umanità, afferma di stare eradicando i terroristi.
Tradotto per InfoPal da F.L.
