Netanyahu rifiuta di far aprire il valico di Rafah, violando il cessate il fuoco e bloccando migliaia di palestinesi all’estero

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Gaza. L’ambasciata palestinese al Cairo ha annunciato che il valico di Rafah sarebbe stato riaperto lunedì 20 ottobre per consentire ai palestinesi bloccati in Egitto di tornare a Gaza. L’ambasciata ha affermato che il valico avrebbe operato secondo il normale meccanismo di coordinamento utilizzato per i viaggi tra Egitto e Gaza.

Ma solo un’ora dopo, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ricercato dalla CPI per crimini di guerra a Gaza, ha ordinato la chiusura del valico fino a nuovo avviso, in chiara violazione dell’accordo di cessate il fuoco.

In una dichiarazione, l’ufficio di Netanyahu ha affermato che la riapertura di Rafah dipenderà da “come Hamas svolgerà la sua parte nel restituire gli ostaggi e nell’attuare il quadro concordato”. Nel frattempo, Israele continua a impedire l’ingresso delle attrezzature necessarie per le operazioni di ricerca.

La decisione di Netanyahu impedisce di fatto a migliaia di palestinesi, tra cui pazienti e studenti, di tornare a casa.

Il movimento di resistenza di Hamas ha condannato l’ordine di Netanyahu, definendolo “una palese violazione dei termini del cessate il fuoco e una negazione degli impegni assunti da Israele nei confronti di mediatori e Stati garanti”.

Hamas ha avvertito che mantenere Rafah chiusa peggiorerà la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza. La chiusura, ha affermato il gruppo, impedisce l’evacuazione dei civili feriti, blocca l’ingresso di attrezzature mediche e mezzi di soccorso e ritarda il recupero e l’identificazione dei corpi ancora intrappolati sotto le macerie.

“L’occupazione continua la sua aggressione e il suo blocco contro oltre due milioni di palestinesi a Gaza”, ha affermato il movimento. “Il criminale di guerra Netanyahu sta inventando false scuse per ostacolare l’accordo e sottrarsi ai suoi obblighi”.

Hamas ha chiesto ai mediatori e ai Paesi garanti di intervenire immediatamente e di fare pressione su Israele affinché riapra il valico di Rafah e rispetti pienamente i termini del cessate il fuoco.

La chiusura avviene in un momento in cui la situazione umanitaria a Gaza rimane catastrofica, con gli ospedali che faticano a funzionare e migliaia di famiglie sfollate in attesa di aiuti ed evacuazione medica.

(Fonte: Quds News).

Tradotto per InfoPal da F.L.

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