
A cura dell’Associazione dei Palestinesi in Italia (API). “Un pericolo persistente che richiede un intervento internazionale urgente”.
- Contesto generale
Dopo oltre due anni di bombardamenti continui e violazioni sistematiche dei diritti umani, la Striscia di Gaza si trova oggi in uno stato di distruzione catastrofica. Secondo stime recenti, sono state sganciate su Gaza oltre 200.000 tonnellate di esplosivi, una quantità equivalente a circa sette bombe nucleari di Hiroshima. Il risultato è un paesaggio urbano raso al suolo, un’emergenza umanitaria cronica e una crisi ambientale senza precedenti. - Ordigni inesplosi: un pericolo persistente.
Analisi condotte da esperti internazionali e agenzie umanitarie indicano che circa il 10% degli ordigni non è esploso durante i bombardamenti. Questo significa che oltre 20.000 tonnellate di munizioni attive – tra cui bombe a grappolo, missili e ordigni ad alto potenziale – restano sepolte sotto 61 milioni di tonnellate di detriti.
Questi ordigni inesplosi rappresentano una minaccia letale e costante per:
• I civili, soprattutto bambini, che tornano nelle aree colpite;
• Gli operatori umanitari e sanitari;
• Le squadre di ricostruzione e gli ingegneri civili.
La bonifica di questi dispositivi richiederà anni di lavoro specializzato, enormi risorse tecniche e la presenza continuativa di squadre internazionali altamente qualificate. - Distruzione infrastrutturale e crisi umanitaria.
La quasi totalità delle infrastrutture civili è stata distrutta o gravemente danneggiata:
• Ospedali, scuole, impianti idrici ed elettrici sono fuori uso.
• Centinaia di migliaia di persone sono senza casa.
• Il sistema sanitario è al collasso, e l’accesso a cure, acqua potabile e cibo è drammaticamente insufficiente. - Violazioni del cessate il fuoco e accesso umanitario
Nonostante gli accordi di cessate il fuoco annunciati a livello internazionale, le violazioni da parte di Israele continuano, impedendo l’ingresso di aiuti umanitari e materiali essenziali per la sopravvivenza e la ricostruzione. - Richieste urgenti alla comunità internazionale
Di fronte a questa situazione, l’Associazione dei Palestinesi in Italia (API), con il sostegno di organizzazioni per i diritti umani, autorità locali e istituzioni civili nella Striscia di Gaza, lancia un appello urgente alla comunità internazionale affinché si attivi immediatamente per:
a) Bonifica e messa in sicurezza.
• Invio di squadre specializzate nella rimozione e neutralizzazione di ordigni inesplosi.
• Fornitura di strumenti tecnologici e macchinari pesanti per la rimozione sicura delle macerie.
b) Supporto umanitario
• Garanzia di accesso immediato e sicuro per aiuti umanitari, medici e alimentari.
• Protezione delle strutture civili e sanitarie.
c) Pressione diplomatica e politica.
• Condanna internazionale delle violazioni del cessate il fuoco.
• Creazione di una zona protetta internazionale per la protezione dei civili.
• Avvio di una missione internazionale di ricostruzione e monitoraggio. - Conclusioni
La situazione nella Striscia di Gaza non è soltanto una crisi umanitaria: è una emergenza esistenziale. Milioni di vite sono sospese in un limbo di macerie, pericolo e disperazione. Ogni giorno di inattività aggrava la catastrofe, aumenta il numero delle vittime e compromette ulteriormente ogni prospettiva di pace e stabilità.
L’inerzia del mondo è complicità. Agire è un dovere morale e politico.
Associazione dei Palestinesi in Italia (API)
