
Gaza – PressTV. La cofondatrice di Europalestine, Olivia Zemor, ha dichiarato che la sua organizzazione ha inviato alla Corte internazionale di giustizia nei Paesi Bassi un rapporto di 27 pagine che descrive in dettaglio la complicità francese nel sostenere Israele a livello diplomatico, economico e militare, dall’ottobre dello scorso anno.
Nelle sue manifestazioni, l’ONG ha anche accusato i funzionari francesi di aver incoraggiato attivamente Israele a commettere un genocidio a Gaza.
Già nell’ottobre 2023 il presidente Macron ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui proponeva la costruzione di una coalizione militare internazionale per combattere la resistenza palestinese.
Inoltre, il governo francese ha dichiarato esplicitamente di non avere alcuna intenzione di sporgere denuncia contro le migliaia di cittadini francesi che prestano servizio nell’esercito israeliano e che sono mobilitati a Gaza o in Libano, dove eventualmente commettono crimini di guerra.
Nicholas Shahshahani, cofondatore di Europalestine
Il presidente francese Emmanuel Macron ha recentemente negato che il suo Paese abbia fornito armi a Israele che potrebbero essere utilizzate dai suoi militari nell’assalto genocida in corso a Gaza.
Tuttavia, tali commenti non sono sufficienti a placare le critiche delle associazioni di ONG che da mesi protestano nella capitale francese, chiedendo un’azione più decisa da parte dell’Occidente e che Israele interrompa la sua spietata offensiva su Gaza, nonostante una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite richieda un immediato cessate il fuoco.
La sofferenza di Gaza è ora una questione chiave nella politica francese, con i partiti di sinistra dell’opposizione che la usano come una clava con cui colpire Macron e il suo governo, facendo di fatto eco alle critiche che si sentono in tante manifestazioni di piazza pro-palestinesi.
La parola genocidio è diventata anche il termine abituale del partito di opposizione per designare i massacri su larga scala di civili a Gaza da parte dei bombardamenti israeliani.
La questione della Palestina è una questione mondiale. È universale, ed è logico che alcuni partiti politici, La France Insoumise di Mélenchon, per esempio, insistano ovunque possano, cioè anche all’interno del Parlamento francese, per difendere i diritti del popolo palestinese.
Nicholas Shahshahani, cofondatore di Europalestine
Mentre le ONG e i politici dell’opposizione affermano che a Gaza è in corso un genocidio, oltre a chiedere il riconoscimento dello Stato palestinese e la necessità di imporre sanzioni e un embargo sulle armi a Israele, ci sono pochi segnali che la Francia o altre potenze occidentali possano dare ascolto a tali appelli.
Traduzione per InfoPal di F.H.L.
