
Gaza-InfoPal. E’ sempre più sfrontato e criminale il piano coloniale israelo-anglo-americano sulla Striscia di Gaza sotto genocidio. Un documento trapelato ha rivelato che il miliardario Larry Ellison, co-fondatore di Oracle e convinto sostenitore di Israele, finanzierà il cosiddetto progetto “Nuova Gaza”, volto a ricostruire l’enclave trasformandola in una zona di libero scambio sotto la guida dell’ex primo ministro, e criminale di guerra britannico, Tony Blair.
Scrive il giornalista e saggista Paolo Sensini:
Sir Tony Blair, il più giovane primo ministro dell’Inghilterra, è colui che più ha sostenuto la politica estera dell’amministrazione Bush e ha assicurato che le Forze armate britanniche partecipassero alla guerra in Afghanistan nel 2001 e alla più controversa invasione dell’Iraq del 2003. Guerre dove si stima siano morti circa 1,5 milioni di individui.
Blair, successivamente, ha subito una forte critica per il suo ruolo nell’aggressione anglo-americana in Iraq con relativi crimini di guerra e aver causato una guerra di aggressione. Nel 2016, un’inchiesta ha criticato fortemente le sue azioni descrivendo la guerra in Iraq come ingiustificata e inutile. Ma non contento Blair, durante la sua funzione di governo britannico, intervenne anche militarmente nel Kosovo e in Sierra Leone.
Finita la sua missione di primo ministro di Sua Maestà, l’ex fedele alleato di George W. Bush si è lanciato a capofitto nelle redditizie attività di conferenziere, autore di libri, consulente e creatore di realtà no-profit. Tutti impegni che, dopo il 2017, sono confluiti sotto il grande ombrello del Tony Blair Institute for Global Change, organizzazione che “aiuta i leader politici a costruire società inclusive e prospere, in un mondo sempre più interconnesso”.
Un’attività il cui giro d’affari è diventato subito enorme. Il Tony Blair Institute (Tbi) ha infatti 800 dipendenti e sedi sparse in tutto i mondo: oltre al quartier generale di Londra, ha uffici a New York, San Francisco, Abu Dhabi, Singapore, Accra. L’istituto produce policy papers, analisi strategiche, commenti sull’attualità che vanno dalla geopolitica all’innovazione tech.
I buoni consigli dell’ex primo ministro e dei suoi analisti fruttano decisamente bene: nel 2024 il fatturato del Tony Blair Istitute sono stati di 120 milioni di dollari. Cifre ottenute in gran parte attraverso le consulenze fornite a governi stranieri. E poi ci sono le altrettanto sostanziose donazioni.
Tra i principali sostenitori di Blair c’è, tra i vari, anche il magnate della tecnologia statunitense nonché fondatore di Oracle, l’ebreo Larry Ellison, il quale – secondo quando riportato dal Times – ha donato al TBI 33 milioni di dollari nel 2021, con piani per future donazioni di altri 49 milioni di dollari.
Così il 72enne Blair ha creato negli anni una vera e propria macchina da guerra. Ben più di un think tank. L’organizzazione dell’ex inquilino di Downing Street ha un team che si occupa di gestire l’aspetto mediatico, un team politico con l’obiettivo “plasmare” il dibattito pubblico e orientarlo ai temi d’interesse e un altro team che gestisce le priorità e i progetti dell’istituto in tutto il mondo. Blair mantiene i rapporti ai livelli più altri, trova finanziatori, fa networking. Detta la linea.
E ora, invece di trascorrere i suoi giorni in galera dopo tutti i disastri procurati in ogni parte del mondo, al fedele servitore della potenza finanziaria della City viene assegnata la gestione di Gaza una volta epurata dai suoi abitanti. Niente male, vero?!






