Le IOF espandono la distruzione sistematica a Jenin mentre la Cisgiordania affronta una crescente aggressione

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Jenin – PIC. Le forze di occupazione israeliane (IOF) continuano a intensificare i loro attacchi in Cisgiordania, eseguendo demolizioni su larga scala e incursioni militari, e favorendo al contempo un forte aumento della violenza dei coloni contro le comunità palestinesi, il tutto nel silenzio internazionale.

A Jenin, nella Cisgiordania settentrionale, sabato sera le IOF hanno preso d’assalto il campo profughi, facendo esplodere un’abitazione e provocando enormi colonne di fumo ed esplosioni in tutta la città.

I bulldozer hanno portato a termine ulteriori distruzioni all’interno del campo, nell’ambito di una campagna dichiarata pubblicamente da Israele il 9 giugno per demolire quasi 100 abitazioni.

Secondo il comune di Jenin, più di 600 case sono già state completamente distrutte, mentre decine di altre sono ora inabitabili a causa di danni parziali che richiedono una completa ricostruzione.

Nel frattempo, rimane in vigore un rigido assedio sui campi profughi di Tulkarem e Nur Shams, accompagnato da pesanti pattugliamenti militari.

Fonti locali affermano che le IOF si stanno preparando a demolire altri 106 edifici in questi campi, nell’ambito di un’operazione militare più ampia, lanciata il 21 gennaio e ora in espansione nelle regioni settentrionali della Cisgiordania.

A Nablus, i coloni, sostenuti dai soldati delle IOF, hanno attaccato l’abitazione della famiglia Soufan nel villaggio di Burin, costringendo i residenti ad andarsene e installando una tenda sul posto, evidenziando l’intenzione di creare un avamposto permanente di coloni.

Nelle vicinanze, violenti scontri sono scoppiati nel villaggio di Tel tra i residenti e le forze congiunte di coloni e unità delle IOF.

A Gerico, i coloni hanno invaso la comunità beduina di Shalal al-Auja, attraversando le zone residenziali in un apparente tentativo di imporre nuove realtà coloniali sul territorio.

Analoghi eventi hanno avuto luogo a Khirbet Samra, vicino a Tubas, dove sei famiglie palestinesi sono state costrette ad abbandonare le loro case dopo aver subito due anni di continue violenze da parte dei coloni.

Incursioni militari hanno interessato anche Ramallah, Qalqilya, Tulkarem e al-Khalil/Hebron, con un massiccio uso di fuoco vivo e gas lacrimogeni, in particolare nei campi profughi di al-Fawwar e al-Aroub, nella Cisgiordania meridionale.

Questi attacchi sono considerati parte della più ampia campagna di aggressione israeliana, in intensificazione dal 7 ottobre 2023, con il diretto sostegno degli Stati Uniti.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

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