
Gaza. L’esercito di occupazione israeliano ha annunciato martedì la formazione di una nuova divisione composta da cinque brigate per alleggerire il peso dei soldati di riserva, ma i media israeliani hanno rivelato che non è riuscito a reclutare il numero necessario di soldati.
“In questa guerra abbiamo imparato che [l’esercito israeliano] deve essere più grande e più ampio per affrontare situazioni difficili e guerre prolungate”, ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore Herzi Halevi in un discorso televisivo. “In questi mesi, stiamo creando nuove brigate di riservisti composte per lo più da persone che hanno già superato l’età dell’esonero e che hanno dimostrato la volontà, riconoscendo l’urgenza del momento, di farsi avanti e dire che torniamo a servire”.
Da più di 14 mesi Israele, con il sostegno statunitense, commette un genocidio nella Striscia di Gaza. Ha anche condotto una guerra devastante contro il Libano tra il 23 settembre e il 27 novembre.
Secondo Yedioth Ahronoth, l’esercito sta incontrando grandi difficoltà quando si tratta di chiamare volontari per la divisione, in quanto è riuscito a reclutarne solo 3 mila nel corso di nove mesi sui 15 mila necessari. La Commissione ha dichiarato che le brigate “David” della divisione opereranno in due missioni, la prima delle quali è la messa in sicurezza del confine con la Giordania e la seconda è “affrontare scenari esplosivi simili a quanto accaduto il 7 ottobre 2023”.
Quel giorno Hamas ha attraversato il confine e ha preso di mira 11 basi militari e 22 colonie adiacenti a Gaza, uccidendo e catturando soldati israeliani in risposta ai “crimini quotidiani dell’occupazione israeliana contro il popolo palestinese e le sue santità, in particolare la moschea di al-Aqsa”.
“Circa 15 mila soldati di fanteria leggera sono previsti nella divisione, senza veicoli corazzati, ma con armi personali, cannoni, lanciatori e cecchini, oltre a equipaggi di droni per il rilevamento e l’attacco”, ha aggiunto Yedioth Ahronoth.
La divisione sarà dispiegata per difendere le alture del Golan, la Valle del Giordano, la Galilea, Gerusalemme e il Negev. I soldati terranno armi e altri equipaggiamenti nelle loro case per poter dare una risposta rapida a “eventi esplosivi”.
Il genocidio in corso nella Striscia di Gaza è la guerra più lunga dalla fondazione dello Stato sionista sulla terra palestinese occupata nel 1948.
(Fonti: MEMO e agenzie).
Traduzione per InfoPal di F.H.L.
