L’Occidente egemonico ha ottenuto un’importante vittoria

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Di Riccardo Paccosi (da FB). Nell’area politica dissidente, avverto una certa reticenza a dire le cose come stanno riguardo alla Siria, ovvero mi pare si tenda a indorare la pillola riguardo al nuovo scenario che si è venuto a creare.

Il fatto che Russia e Iran fossero al corrente di quello che stava accadendo e abbiano quindi “scelto” di lasciar cadere il governo siriano, equivale a dire che, se un rapinatore mi punta una pistola alla testa e io gli porgo tutto quello che tengo nel portafoglio, allora anche quel mio gesto rappresenterebbe una “scelta”.

Dopo aver letto un po’ di opinioni e analisi sul nuovo scenario geopolitico venutosi a creare con la caduta di Assad, non ho trovato alternative ai seguenti assunti:

a) l’Iran – senza più la Siria, con Hezbollah tutt’altro che in salute e con una forte crisi economica interna – non è più una potenza regionale come lo era prima;

b) se la Russia non è in grado di operare su due teatri di guerra contemporaneamente ma, al contrario, deve abbandonare la Siria perché troppo impegnata in Ucraina, vuol dire semplicemente ch’essa non è più una potenza globale; è una superpotenza nucleare, ma con un raggio d’azione delimitato;

c) Israele si appresta ad annettere la Cisgiordania, occupare militarmente Gaza e conquistare un pezzo di Siria: quindi, dopo un massacro di popolazione prevalentemente civile la cui stima oscilla tra 200.000 e 400.000 vittime, Netanyahu non consegue solo una vittoria, ma un vero e proprio trionfo;

d) in generale, l’Occidente continua a dettare l’agenda in maniera proattiva, mentre i suoi avversari sono delimitati a una funzione reattiva; gli unici elementi di controffensiva da parte di questi ultimi, al momento, sono rappresentati dalla nuova de-colonizzazione sostenuta dalla Russia in Africa centrale e dal progetto di sganciamento dal dollaro portato avanti dall’alleanza Brics.

Lo scenario geopolitico risulta insomma, per l’Occidente, più favorevole di quanto non fosse una settimana fa.

E per noi che ci troviamo a fronteggiare l’altro versante della guerra – ovvero la guerra delle classi dominanti contro la popolazione, volta all’instaurazione di un inedito totalitarismo digitale – non è affatto una buona notizia.

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