

Gaza – InfoPal. Le forze nazi-sioniste di occupazione israeliane (IOF) hanno continuato la loro guerra genocida sulla Striscia di Gaza dopo aver posto fine unilateralmente al cessate il fuoco, sostenuti politicamente, economicamente e militarmente dagli Stati Uniti, dall’Europa e da parte del mondo arabo. Decine di attacchi aerei e raffiche di artiglieria hanno colpito tutto il territorio, prendendo di mira case, tede e rifugi civili, e centri di distribuzione aiuti. Si tratta di una campagna sistematica di sterminio contro la popolazione civile di Gaza.

Oggi, sabato 13 settembre, numerosi palestinesi sono rimasti uccisi e feriti nel bombardamento israeliano di un appartamento residenziale all’incrocio di Al-Ghafari, in via Al-Jalaa, nella città di Gaza.
Due palestinesi sono stati uccisi e diversi sono rimasti feriti nel bombardamento israeliano nella zona di Al-Nafaq, a nord-est della città di Gaza.

Da questa mattina l’esercito israeliano ha attaccato e distrutto tre scuole dell’UNRWA, che fungono da rifugi per gli sfollati, nel campo profughi di Al-Shati, a nord-ovest della città di Gaza.
Strage di affamati in centri distribuzione aiuti.

Diversi palestinesi sono stati brutalmente uccisi dal fuoco israeliano nei pressi di un punto di distribuzione degli aiuti nella Striscia di Gaza centrale.

Immagini che riprendono i violenti attacchi aerei israeliani sulla città di Gaza e sul campo profughi di Al-Shati, che hanno distrutto tre rifugi per sfollati.

L’esercito israeliano continua a colpire torri residenziali, scuole e altri edifici che ospitano migliaia di famiglie palestinesi nella città di Gaza.
Solo nelle ultime 24 ore, 16 edifici e un rifugio per sfollati sono stati distrutti nell’ambito della pulizia etnica in corso, in un incessante e pesante bombardamento con bombe pesanti di fabbricazione statunitense.
Il bilancio delle vittime della fame sale a 420, tra cui 145 bambini.
Sette cittadini palestinesi, tra cui due bambini, sono morti di fame e malnutrizione nella Striscia di Gaza, nelle ultime 24 ore, secondo una dichiarazione rilasciata sabato mattina dal ministero della Salute di Gaza.
Le nuove vittime hanno portato il numero totale di morti per fame nel territorio costiero affamato a 420 persone, tra cui 145 bambini, ha affermato il ministero della Salute.
Secondo il Ministero, 142 dei decessi per carestia, 30 dei quali bambini, si sono verificati dopo che il sistema di monitoraggio della fame, l’Integrated Food Security Phase Classification (IPC), sostenuto dalle Nazioni Unite, ha formalmente dichiarato Gaza zona di carestia, il mese scorso.
Nel frattempo, l’UNRWA ha ribadito l’urgente necessità di un’azione internazionale per porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza e fornire supporto all’agenzia.
“A Gaza, il personale dell’UNRWA continua a fornire servizi salvavita, mentre le autorità israeliane ne vietano ancora l’ingresso. È necessario un urgente sostegno internazionale affinché l’UNRWA possa fornire assistenza essenziale a chi ne ha bisogno”, ha dichiarato venerdì il Commissario Generale dell’UNRWA Philippe Lazzarini al canale satellitare Al-Mamlaka.
“A Gaza, i civili sono intrappolati senza un posto sicuro dove andare. Le famiglie continuano ad affrontare condizioni estreme e una crescente insicurezza alimentare”, ha dichiarato l’UNRWA sulla sua pagina X.
“È necessaria un’azione urgente. Cessate il fuoco, prima che sia troppo tardi”, ha aggiunto l’UNRWA.
Dal 2 marzo, l’esercito di occupazione israeliano ha chiuso tutti i valichi di frontiera con Gaza, impedendo il flusso di aiuti umanitari e di beni di prima necessità. Sebbene recentemente siano state autorizzate quantità limitate di aiuti, queste rimangono insufficienti a soddisfare i bisogni minimi di base della popolazione.
(Fonti: Quds Press, Quds News network, PressTv, PIC, Wafa, The Cradle, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori).
Per i precedenti aggiornamenti:
https://infopal.com.br/category/genocidio-e-pulizia-etnica-a-gaza
