L’ONU “fermamente contraria” agli sfollamenti forzati a Gaza, avverte del peggioramento della crisi sanitaria

Página inicial / Genocídio e limpeza étnica em Gaza / L’ONU “fermamente contraria” agli sfollamenti forzati a Gaza, avverte del peggioramento della crisi sanitaria

Presstv. Le Nazioni Unite si dichiarano contrarie a qualsiasi sfollamento forzato di palestinesi nella Striscia di Gaza, lanciando al contempo l’allarme per il peggioramento della crisi sanitaria nel territorio.

“Siamo fermamente contrari a qualsiasi sfollamento forzato del popolo palestinese”, ha dichiarato mercoledì il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric durante una conferenza stampa, in risposta a una domanda sulla proposta israeliana di concentrare i 2,3 milioni di abitanti di Gaza in una cosiddetta “città umanitaria” alla periferia della città di Gaza.

“Non è la prima volta che sentiamo parlare di progetti simili. Siamo fermamente contrari a qualsiasi sfollamento forzato di persone che non farebbe altro che aumentare i rischi per loro stesse”, ha aggiunto Dujarric.

Il ministro israeliano responsabile degli affari militari ha dichiarato di aver ordinato alle forze israeliane di preparare un piano per trasferire tutti i palestinesi nella “città umanitaria”.

Lunedì, in un incontro a porte chiuse con i media israeliani, Israel Katz ha affermato che la popolazione di Gaza sarà radunata nella nuova zona e da lì potrà essere trasferita in altri Paesi.

Katz ha aggiunto che inizialmente l’operazione riguarderà centinaia di migliaia di residenti di Gaza, ma che alla fine interesserà l’intera popolazione del territorio.

Secondo i media israeliani, Katz ha dichiarato che Israele intende attuare un “piano di emigrazione, che si realizzerà”.

Le organizzazioni umanitarie affermano che Israele starebbe pianificando di trasferire i palestinesi di Gaza in “campi di concentramento” all’interno e all’esterno del territorio, prima di relocarli altrove.

Nel suo intervento, Dujarric ha citato anche l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA), secondo cui le forze israeliane hanno condotto attacchi contro tende e edifici residenziali nella città di Gaza e a Deir al-Balah, causando la morte di decine di persone, tra cui operatori sanitari e i loro familiari.

“Da ottobre 2023, più di 1.500 operatori sanitari sono stati uccisi. È quanto ci riferisce il ministero della Salute locale”, ha affermato.

Il sistema sanitario di Gaza è al collasso a causa dei continui incidenti con vittime di massa e della grave carenza di carburante, medicine, sangue e forniture mediche, ha aggiunto.

“La mancanza di forniture sta aggravando la pressione sugli ospedali, che già operano in condizioni estreme e affrontano carenze critiche di carburante, farmaci, materiale sanitario, sangue e emoderivati”, ha spiegato.

Dujarric ha riferito che le organizzazioni umanitarie partner dell’ONU presenti a Gaza hanno segnalato un aumento delle malattie tra i bambini palestinesi nel territorio assediato, bloccato dalle forze israeliane.

“I nostri partner sul campo hanno espresso preoccupazione per un aumento dei casi sospetti di meningite nei bambini sotto i 5 anni”, ha detto Dujarric. Ha inoltre riportato casi di diarrea ematica e ittero acuto.

“Ieri, su 10 tentativi di coordinare i movimenti con le autorità israeliane, solo tre sono stati pienamente autorizzati per la raccolta di forniture mediche e la rimozione dei detriti. Altri tre sono stati rifiutati, incluso uno per il recupero di aiuti dal valico di Karem Shalom. I restanti quattro sono stati annullati dagli organizzatori”, ha aggiunto.

Rispondendo a una domanda sulla valutazione delle Nazioni Unite riguardo alla condotta letale della Gaza Humanitarian Foundation (GHF), sostenuta da Stati Uniti e Israele e responsabile della distribuzione alimentare a Gaza, Dujarric ha dichiarato:

“Sembra che gestiscano un sistema di distribuzione alimentare: mentre alcune persone ricevono cibo, altre vengono uccise nel tentativo di procurarselo. Non è questo il modo in cui gestiremmo un’operazione umanitaria”.

“Un sistema di distribuzione alimentare in cui le persone vengono regolarmente uccise mentre cercano di ottenere il cibo non è umanitario”.

Il ministero della Salute di Gaza riferisce che il blocco israeliano di cibo, acqua, carburante e forniture mediche al territorio palestinese, insieme agli attacchi continui da parte delle forze israeliane dal mese di ottobre 2023, ha provocato la morte di oltre 57.000 palestinesi.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l’ex ministro degli Affari Militari Yoav Gallant sono ricercati dalla Corte Penale Internazionale (CPI) per genocidio a Gaza e crimini di guerra contro i palestinesi.

Traduzione per InfoPal di F.L.

Rolar para cima