
New York. Una recente valutazione delle Nazioni Unite rivela che circa 345 mila palestinesi di Gaza affronteranno una fame catastrofica quest’inverno, a causa, del calo degli aiuti, sollevando l’allarme sul rischio di carestia in tutta la regione.
Secondo Arif Husain, capo economista del Programma alimentare mondiale (PAM), “le forniture commerciali sono diminuite, si sono verificati sfollamenti diffusi, le infrastrutture sono state distrutte, l’agricoltura è crollata e la gente non ha risorse finanziarie”.
Il rapporto, redatto da agenzie ONU e ONG, indica un netto aumento rispetto alle attuali 133 mila persone classificate come affette da “insicurezza alimentare catastrofica”.
Il rapporto sulla classificazione integrata delle fasi della sicurezza alimentare (IPC) rileva che mentre un aumento degli aiuti umanitari durante l’estate ha alleviato alcune sofferenze, a settembre si è registrato il livello più basso di forniture commerciali e umanitarie entrate a Gaza da marzo.
Di conseguenza, si prevede che il numero di persone che si trovano ad affrontare un’insicurezza alimentare catastrofica (fase 5 dell’IPC) aumenterà tra novembre 2024 e aprile 2025, raggiungendo 345 mila persone, pari al 16% della popolazione.
Il rapporto sottolinea che il “forte calo” recente degli aiuti limiterà fortemente la capacità delle famiglie di nutrirsi e di accedere a beni e servizi essenziali nei prossimi mesi, a meno che la situazione non cambi.
Husain ha sottolineato: “Tutto questo si riflette nelle previsioni della Classificazione Integrata della Fase di Sicurezza Alimentare, che indicano un peggioramento a partire da novembre”.
Inoltre, le stime prevedono circa 60 mila casi di malnutrizione acuta tra i bambini di età compresa tra i sei mesi e i quattro anni nello stesso periodo.
(Fonti: PAM, Wafa, Quds News).
