L’UEFA voterà sulla sospensione di Israele da tutte le competizioni, tra crescenti richieste legate al genocidio a Gaza

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Basilea – Quds News. La UEFA dovrebbe votare martedì sulla sospensione di Israele da tutte le competizioni calcistiche europee, a seguito delle crescenti pressioni sull’organizzazione a causa del genocidio in corso a Gaza.

Secondo quanto riportato, il comitato esecutivo della UEFA dovrebbe riunirsi e la nazionale israeliana potrebbe essere esclusa dalle qualificazioni europee, mentre club come il Maccabi Tel Aviv rischiano il bando dall’Europa League.

Le fonti indicano che la maggioranza dei membri del consiglio della UEFA sostiene la rimozione di Israele, con solo pochi paesi contrari al provvedimento. Nel frattempo, la Federcalcio israeliana (IFA) ha intensificato le attività di lobbying per evitare che la questione arrivi al voto.

Dall’inizio del genocidio a Gaza, che dal 7 ottobre 2023 ha ucciso oltre 65.000 palestinesi, l’organismo sportivo ha ricevuto richieste sempre più pressanti affinché Israele venga escluso dal calcio internazionale.

La FIFA aveva sospeso rapidamente la Russia e i suoi club dalle attività ufficiali in seguito all’invasione dell’Ucraina nel 2022, con la UEFA che aveva a sua volta escluso le squadre russe dai campionati europei e vietato partite sul suolo russo. Anche il Comitato olimpico internazionale era intervenuto, citando violazioni dei diritti umani, aggressione contro la sovranità di uno stato indipendente e distruzione di infrastrutture civili.

Tifosi e attivisti pro-Palestina e contro il genocidio criticano l’UEFA per permettere ancora a Israele di partecipare al calcio internazionale, nonostante l’assalto a Gaza e il continuo blocco degli aiuti umanitari.

Di recente, l’Euro-Med Monitor ha denunciato che Israele ha ucciso 664 atleti palestinesi dall’inizio del genocidio nella Striscia di Gaza.

Gli atleti sono stati uccisi o, come gran parte della popolazione di Gaza, costretti a dedicare tempo ed energie alla ricerca di rifugio e cibo, tra bombardamenti israeliani, sfollamenti ripetuti e politiche di assedio e fame che hanno reso insicura, dal punto di vista alimentare, l’intera popolazione e provocato finora circa 220 vittime.

Solo nel mese di luglio, secondo il Comitato olimpico palestinese, le forze israeliane hanno ucciso 40 atleti e scout, la grande maggioranza nella Striscia di Gaza.

Israele ha preso di mira anche il settore sportivo: secondo la Federcalcio palestinese, le forze israeliane hanno distrutto 264 impianti sportivi, 184 completamente e 81 parzialmente.

Le attività sportive nella Striscia di Gaza sono state completamente sospese dall’ottobre 2023 a causa del bombardamento sistematico delle infrastrutture, quasi totalmente distrutte.

L’Euro-Med Monitor ha sottolineato che l’influenza globale delle associazioni calcistiche, in particolare FIFA e UEFA, “impone loro una doppia responsabilità di difendere i principi dei diritti umani ed escludere le federazioni nazionali i cui stati membri sono implicati in crimini gravi”.

Il rifiuto delle federazioni sportive internazionali e continentali di sospendere Israele rappresenta una “palese violazione dei valori e dei principi che dichiarano di difendere”, ha affermato l’Euro-Med Monitor.

Ciò riflette una “applicazione selettiva e a doppio standard delle regole che governano la partecipazione di stati, club e individui a competizioni internazionali e continentali, ufficiali o amichevoli”.

La normalizzazione da parte delle federazioni sportive della partecipazione di rappresentanti di uno “stato che commette genocidio non è solo una violazione legale, ma anche un fallimento morale senza precedenti”.

Consentire agli atleti israeliani di esibirsi davanti a centinaia di milioni di spettatori “inganna l’opinione pubblica e permette a Israele di usare gli eventi sportivi come un potente strumento per influenzare l’opinione globale”.

In molti casi, ha aggiunto l’Euro-Med Monitor, sono gli stessi atleti israeliani a essere implicati in gravi violazioni contro civili palestinesi, con stime costanti che indicano che circa 30 membri della delegazione israeliana alle Olimpiadi di Parigi 2024 hanno servito nell’esercito israeliano o hanno sostenuto pubblicamente il genocidio nella Striscia di Gaza.

Il monitor ha ricordato la politica di leva obbligatoria di Israele, che rende “ragionevole credere che la maggior parte delle persone in età sportiva attiva abbia servito come soldato di riserva e possa aver partecipato ai crimini commessi durante il genocidio nella Striscia di Gaza, in particolare considerando l’ampio e consolidato ricorso dell’esercito alle forze di riserva per distruggere civili e infrastrutture nell’enclave”.

Traduzione per InfoPal di F.L.

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