L’UNICEF avverte: la carestia minaccia la vita di oltre 320.000 bambini

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New York – PIC. Il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) ha lanciato un grave allarme: i bambini di Gaza stanno morendo a un ritmo mai visto prima, mentre la carestia si aggrava a causa della guerra genocida israeliana contro la Striscia, iniziata il 7 ottobre 2023.

Ted Chaiban, vicedirettore esecutivo dell’UNICEF, ha descritto la crisi umanitaria a Gaza come “disumana” dopo la sua quarta visita nell’enclave dall’inizio della guerra.

Durante una conferenza stampa, Chaiban ha dichiarato: “Vedi le immagini nei notiziari, sai cosa è successo, ma è molto più difficile quando sei lì. I segni della profonda sofferenza e della fame sono chiari sui volti delle famiglie e dei bambini”.

Chaiban ha confermato che oltre 18.000 bambini sono stati uccisi a Gaza dall’inizio della guerra e ha avvertito che attualmente oltre 320.000 sono a rischio di grave malnutrizione. “Siamo a un bivio e le scelte fatte ora determineranno se decine di migliaia di bambini vivranno o moriranno”, ha affermato.

L’UNICEF segnala che una persona su tre a Gaza è senza cibo da giorni. Il tasso globale di malnutrizione acuta ha ormai superato il 16,5%, oltrepassando la soglia della carestia e lanciando l’allarme per un disastro imminente.

Oltre a chiedere un cessate il fuoco sostenibile e una risoluzione politica a lungo termine, Chaiban ha sottolineato la necessità di consentire immediatamente ad almeno 500 camion di aiuti al giorno di entrare a Gaza attraverso tutte le strade disponibili, inclusi i rifornimenti umanitari e commerciali.

Nel frattempo, il ministero della Salute di Gaza ha annunciato sabato che il numero di morti causate dalla politica israeliana di fame è salito a 169, inclusi 93 bambini, con sette decessi segnalati solo nelle ultime 24 ore.

La crisi è stata aggravata dalla chiusura dei valichi di Gaza da parte di Israele e dalle restrizioni all’ingresso degli aiuti.

Il 27 maggio, Israele, in coordinamento con gli Stati Uniti, ha lanciato un controverso meccanismo di aiuti attraverso la cosiddetta “Gaza Humanitarian Foundation”, che gestisce quattro punti di distribuzione nella Striscia di Gaza centrale e meridionale.

Il meccanismo, ampiamente criticato dai palestinesi e dalle organizzazioni umanitarie, non è riuscito a soddisfare i bisogni urgenti della popolazione ed è visto come parte di una più ampia politica di sfollamento forzato e controllo sotto il pretesto dell’assistenza umanitaria.

Mentre le agenzie umanitarie continuano a non essere in grado di fornire beni essenziali, aumentano gli allarmi sull’uso deliberato della fame come arma di guerra, minacciando la vita di centinaia di migliaia di persone tra le più vulnerabili di Gaza: i suoi bambini.

Traduzione per InfoPal di F.L.

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