
PressTv. Di Alireza Akbari. Un chirurgo del nord di Gaza afferma che i medici nel territorio assediato e devastato dalla guerra stanno lavorando, sotto gli incessanti bombardamenti israeliani, per salvare vite palestinesi.
In un’intervista al sito web Press TV, Hussam Hammouda, specializzando in chirurgia generale presso l’Ospedale Indonesiano di Beit Lahiya, ha trasmesso al mondo un messaggio dei medici di Gaza che nonostante il genocidio in corso, sono impegnati a servire il loro popolo con dedizione.
“Non portiamo armi. Portiamo bende e speranza. Lavoriamo sotto i bombardamenti e tra le rovine per salvare vite umane”, ha affermato il medico 29enne, descrivendo le condizioni estremamente disastrose del sistema sanitario di Gaza, ridotto in macerie a causa della guerra genocida.
Il bilancio delle vittime della guerra genocida in corso contro i Palestinesi a Gaza, iniziata nell’ottobre 2023, ha superato le 52.200, con quasi 118.000 feriti, secondo le autorità sanitarie locali.
Hammouda ha descritto i sistematici attacchi israeliani contro ospedali e centri medici lungo il territorio costiero palestinese dall’ottobre 2023.
“Dall’inizio dell’attacco, decine di ospedali e centri medici sono stati direttamente colpiti, tra cui l’ospedale Al Shifa, l’ospedale Al Aqsa, l’ospedale Indonesiano e l’ospedale da campo degli Emirati”, ha dichiarato al sito web di Press TV.
Secondo l’Ufficio Stampa del Governo, al 18 aprile 2025, le forze israeliane hanno colpito 38 ospedali, 81 centri sanitari e 164 istituzioni sanitarie, rendendo inutilizzabili 144 ambulanze.
Hammouda, che ha studiato medicina in Ucraina, ha esortato la comunità internazionale ad alzare la voce a sostegno dei medici di Gaza che lavorano in condizioni estremamente difficili.
“Vi chiediamo di alzare le vostre voci, di chiedere la protezione del personale medico e degli ospedali”, ha detto.
Il suo appello giunge con le notizie di 362 operatori sanitari che sono stati arrestati dalle forze dell’occupazione israeliana, tra cui tre medici uccisi sotto tortura nelle carceri israeliane.
Tra questi c’era l’eminente chirurgo palestinese, dott. Adnan Bursh.
Molti, come il dott. Hussam Abu Safiya, pediatra e neonatologo che è stato direttore dell’ospedale Kamal Adwan nella Striscia di Gaza, languiscono nelle carceri israeliane.
✍️ Dr. Hussam Abu Safiya, a ‘hero in scrubs’ saving lives amid genocidal war on Gaza
— Press TV 🔻 (@PressTV) January 1, 2025
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Hammouda ha anche affrontato la disinformazione diffusa sugli ospedali di Gaza, soprattutto dai media israeliani e statunitensi, nell’ambito di una campagna per screditare la resistenza.
“C’è una diffusa disinformazione che giustifica l’attacco agli ospedali. Tuttavia, la realtà sul campo conferma che queste strutture mediche servivano esclusivamente da rifugi e centri di cura per i civili”, ha dichiarato al sito web di Press TV.
Alla fine di ottobre 2023, il portavoce militare israeliano Daniel Hagari ha affermato che il movimento di resistenza Hamas, con sede a Gaza, aveva stabilito il suo quartier generale principale sotto l’ospedale Al Shifa.
Meno di tre settimane dopo, il 15 novembre, le forze israeliane hanno fatto irruzione nell’ospedale. Secondo il ministero della Salute di Gaza, almeno 24 pazienti sono morti nella struttura nelle 48 ore successive all’attacco israeliano.
Hammouda ha anche chiesto pressione internazionale sul regime israeliano per cessare il suo “assalto” a Gaza e per togliere il paralizzante e illegale blocco sulla Striscia, che dura ormai da oltre sette settimane.
Il blocco israeliano ha trasformato in armi cibo, medicine e aiuti essenziali, spingendo la Striscia sull’orlo della carestia, secondo gruppi di soccorso e attivisti per i diritti umani.
Il blocco attuale ha gravemente peggiorato le condizioni sanitarie in tutta Gaza. Secondo fonti locali, sono stati registrati 71.338 casi di epatite a causa degli sfollamenti forzati.
Circa 60.000 donne incinte sono a rischio a causa del collasso dei servizi sanitari e circa 350.000 pazienti cronici rischiano la vita a causa del divieto israeliano di accesso ai farmaci.
Il giovane chirurgo palestinese ha anche messo in guardia sull’elevato costo dell’inazione e dell’indifferenza internazionale di fronte alla campagna genocida israeliana a Gaza.
“Il silenzio del mondo ci sta uccidendo: la vostra solidarietà può aiutare a salvare quello che resta”, ha affermato.
Con il genocidio israeliano a Gaza che continua senza sosta, 12.500 pazienti oncologici sono ora a rischio a causa del collasso dei servizi sanitari e 3.000 pazienti con varie patologie necessitano di cure urgenti.
Secondo il ministero della Salute di Gaza, sono stati registrati oltre 2.136.026 casi di malattie infettive, in gran parte a causa degli sfollamenti forzati.
Tuttavia, nonostante queste enormi sfide, il giovane chirurgo ha detto che “l’amore per la patria” e “l’impegno al servizio del popolo” rimangono le forze che spingono il personale medico di Gaza a continuare il proprio lavoro in condizioni di estremo pericolo.
Ha inoltre messo in guardia dalla grave carenza di forniture mediche essenziali in tutta la Striscia di Gaza, sottolineando la mancanza di “farmaci e antibiotici, di attrezzature chirurgiche e di terapia intensiva”.
I medici, ha aggiunto, sono spesso costretti a utilizzare strumenti non previsti per la chirurgia e a improvvisare con materiali alternativi a causa del blocco totale e dell’impossibilità di ingresso, nel territorio, degli aiuti medici.
Secondo Hammouda, le poche strutture sanitarie ancora funzionanti operano ben oltre le loro capacità, dotate solo di strumenti di base e affrontano una grave carenza di farmaci e forniture.
Dati i diffusi e deliberati attacchi contro gli ospedali, sia diretti che indiretti, e il continuo assedio, Hammouda ha sottolineato che il settore sanitario di Gaza “è ormai al collasso”.
Traduzione per InfoPal di Edy Meroli
