Migliaia di persone protestano in tutta Europa contro la guerra di Israele a Gaza e il genocidio in corso

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InfoPal. Sabato scorso sono state organizzate proteste di massa in diverse città e capitali europee, che condannavano il genocidio in corso per mano di Israele nella Striscia di Gaza e chiedevano un cessate il fuoco immediato e l’accesso umanitario al territorio assediato.

A Milano (nelle foto di copertina), centinaia di persone sono scese in piazza sventolando bandiere palestinesi e chiedendo la fine dei legami politici ed economici con Israele, la cancellazione degli accordi di cooperazione tra il governo italiano e Israele, accusando Roma di complicità in crimini di guerra attraverso il suo partenariato. Hanno anche criticato il recente voto dell’Italia contro la sospensione dell’accordo di partenariato UE-Israele, sollecitando un’inversione di rotta.

A Stoccolma, in Svezia, i manifestanti hanno sfilato a sostegno di Gaza, accusando Israele di commettere un genocidio e di usare la fame come arma contro i civili. Hanno chiesto al loro governo e alla comunità internazionale di ritenere Israele responsabile dei suoi crimini e di porre fine alla sua politica di pulizia etnica e di espulsione forzata dei palestinesi.

A Berlino, in Germania, le proteste hanno chiesto la cessazione delle esportazioni di armi a Israele e il riconoscimento della responsabilità del loro governo per aver permesso la guerra. Mentre la manifestazione era in corso, la polizia ha impedito che se ne svolgesse un’altra, circondando gli attivisti con una massiccia presenza di forze di sicurezza. Diversi manifestanti sono stati arrestati, scatenando ampie critiche da parte dei difensori dei diritti umani che hanno interpretato la repressione come un tentativo di mettere a tacere l’opposizione alla complicità tedesca nel genocidio di Gaza.

A Londra, la polizia ha arrestato circa 40 manifestanti durante una manifestazione davanti al Parlamento britannico. La protesta, organizzata dal movimento “Palestine Action“, chiedeva la fine della guerra di Israele a Gaza e giustizia per le vittime delle atrocità in corso. Manifestazioni simili si sono svolte in altre città britanniche, dove i partecipanti hanno espresso indignazione per il genocidio a Gaza e hanno sollecitato un’azione immediata da parte del governo britannico.

A Tunisi, decine di manifestanti si sono radunati davanti al teatro municipale per esprimere sostegno alla resistenza palestinese e condannare i continui attacchi di Israele.

Organizzata dall’associazione “Ansar Palestine in Tunisia”, la protesta è stata la 91esima del gruppo dal 7 ottobre 2023. Gli attivisti hanno lanciato slogan pro-Palestina.

Riadh Al-Zahafi, membro dell’associazione, ha affermato che la protesta mirava a essere “la voce della resistenza”, rendendo omaggio alla fermezza dei palestinesi a Gaza, in particolare a Khan Yunis e Beit Hanoun. Ha descritto l’attacco ai civili in cerca di aiuti come “brutale e codardo”.

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