
Giacarta – PIC. Il dottor Mustafa Barghouti, Segretario Generale dell’Iniziativa Nazionale Palestinese, ha messo in guardia contro i tentativi statunitensi di sfruttare il desiderio del popolo indonesiano di aiutare la popolazione di Gaza come pretesto per portare avanti piani volti a deportare con la forza i palestinesi dalla Striscia sotto una copertura “umanitaria”.
Parlando in una conferenza stampa durante la sua visita ufficiale in Indonesia, Barghouti ha affermato che Israele sta commettendo tre grandi crimini di guerra a Gaza: genocidio, pulizia etnica e imposizione di punizioni collettive, inclusa la fame. Ha sottolineato che il più pericoloso tra questi è lo sforzo di espellere la popolazione di Gaza dalla propria patria dopo averla costretta, attraverso bombardamenti sanguinosi, a vivere in quello che è diventato il più grande campo di detenzione della storia moderna, nel sud della Striscia.
Barghouti ha aggiunto che il popolo palestinese sta affrontando il tentativo più grave di sradicarlo dalla propria terra dal 1948, con Israele che utilizza diversi strumenti per raggiungere questo obiettivo, tra cui bombardamenti incessanti, fame deliberata e privazione di medicine, acqua ed elettricità. Ha sottolineato che la cosiddetta “ricollocazione umanitaria” in alcuni paesi, soprattutto quelli lontani, non è altro che un pretesto malevolo per impedire ai palestinesi di ritornare, parte di un piano integrato per liquidare la causa palestinese.
Ha quindi invitato gli indonesiani, sia a livello di leadership che di popolo, a compiere quattro passi concreti:
- Rifiutare tutte le forme di pulizia etnica e di deportazione forzata, anche se presentate sotto un’apparenza umanitaria. Assicurarsi che ogni iniziativa medica o di soccorso non diventi un mezzo per allontanare i palestinesi dalla loro terra. Al contrario, concentrare gli sforzi nel sostenere gli ospedali e le istituzioni mediche all’interno di Gaza stessa, come l’Indonesia ha fatto in passato costruendo ospedali, ed esercitare pressioni su Israele affinché fermi la sua guerra barbara e apra tutti i valichi per consentire l’ingresso di medicine, attrezzature mediche, équipe sanitarie e aiuti umanitari.
- Resistere alle pressioni americane e israeliane volte a trascinare l’Indonesia verso la normalizzazione, mantenendo la posizione ufficiale e popolare ferma e di principio che sostiene il popolo palestinese e rifiuta qualsiasi legame con l’occupazione.
- Avanzare il boicottaggio e imporre sanzioni a Israele, collaborando con altri paesi per isolarlo diplomaticamente ed economicamente, al fine di fermare la sua aggressione criminale contro il popolo palestinese.
- Sostenere la fermezza del popolo palestinese sulla propria terra in tutta la Palestina, in particolare in Cisgiordania e a Gaza.
Barghouti ha espresso gratitudine al ministero degli Esteri indonesiano e alle organizzazioni della società civile per la calorosa accoglienza e per l’organizzazione della visita. Ha inoltre visitato l’Ambasciata di Palestina a Giacarta, dove ha incontrato l’ambasciatore palestinese, Zuhair Al-Shan, ringraziandolo per l’ospitalità.
Il dottor Barghouti era accompagnato da Adnan Hmidan, membro dell’Alleanza Internazionale per la Palestina in Gran Bretagna, che ha descritto la visita come “estremamente importante in questo momento critico”. Hmidan ha spiegato che l’amministrazione statunitense ha dato a Israele il via libera a commettere i suoi crimini a Gaza, mentre crescono i timori di pressioni volte a promuovere la normalizzazione e la deportazione.
La visita, coordinata con il ministero degli Esteri indonesiano, ha incluso una serie di incontri con funzionari, leader politici, religiosi e sociali, oltre a sessioni pubbliche con accademici e attivisti, affrontando modi per rafforzare la solidarietà, sia popolare che ufficiale, con la causa palestinese.

In conclusione, Barghouti ha sottolineato che “il popolo indonesiano rappresenta un esempio straordinario nella sua incrollabile solidarietà con la Palestina, una posizione che risale all’epoca del presidente Sukarno, quando la Palestina fu tra i primi stati a riconoscere l’indipendenza dell’Indonesia”. Ha osservato che questa solidarietà profondamente radicata costituisce un baluardo contro i tentativi israeliani e dei suoi alleati di promuovere la normalizzazione o imporre la deportazione forzata, e rimane un pilastro del sostegno alla lotta palestinese per la libertà, il ritorno e la vittoria nella loro giusta causa.
Traduzione per InfoPal di F.F.
