Olocausto israelo-statunitense: 569° giorno. 41° dalla fine unilaterale del cessate il fuoco. Massacro in una mensa

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Gaza-InfoPal. Le forze nazi-sioniste di occupazione israeliane (IOF) hanno continuato la loro guerra genocida sulla Striscia di Gaza per il 41° giorno consecutivo dopo aver posto fine unilateralmente al cessate il fuoco, sostenuti politicamente e militarmente dagli Stati Uniti. Decine di attacchi aerei e raffiche di artiglieria hanno colpito tutto il territorio, prendendo di mira case, tende e rifugi civili. Si tratta di una campagna sistematica di sterminio contro la popolazione civile di Gaza.

Dall’alba di domenica, gli ospedali di Gaza hanno ricevuto 59 nuovi martiri, di cui 11 i cui corpi sono stati recuperati, insieme a oltre 100 feriti. L’incessante aggressione israeliana continua a devastare la regione, travolgendo le strutture mediche già in difficoltà nel gestire l’afflusso di vittime.

Un numero significativo di vittime sotto le macerie di Gaza rimane irraggiungibile, intrappolato sotto edifici crollati e sulle strade. Le squadre di ambulanze e di protezione civile non sono state in grado di accedere a molte di queste aree a causa dell’intensità degli attacchi e della distruzione in corso.

5 palestinesi sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti in un attacco aereo israeliano che ha preso di mira un edificio residenziale nella zona di Jorat Al-Lout, a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.

Domenica sera, un attacco aereo israeliano ha colpito la mensa di Al-Safatawi, vicino al campo profughi di Al-Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza, uccidendo 7 palestinesi e ferendone altri.

Il bilancio totale delle vittime a Gaza ha oltrepassato i 52.250 morti e i 117.650 feriti dall’inizio dell’aggressione israeliana, il 7 ottobre 2023. Ulteriori 697 martiri sono stati aggiunti al conteggio ufficiale a seguito della conferma da parte della commissione giudiziaria che sovrintende alle notifiche e ai casi di persone scomparse.

Israele continua la guerra al giornalismo palestinese.
Domenica, il Sindacato dei giornalisti palestinesi ha diffuso dati allarmanti sulla situazione della libertà di stampa in Palestina, documentando le diffuse violazioni commesse dall’occupazione israeliana durante i primi tre mesi del 2025.

Il rapporto evidenzia una campagna brutale e sistematica contro i giornalisti palestinesi, caratterizzata da attacchi mortali, arresti e distruzione di proprietà.

Secondo i dati del Comitato per la Libertà del sindacato, 15 giornalisti sono stati uccisi nella Striscia di Gaza a seguito di attacchi diretti da parte delle forze di occupazione israeliane: sette a gennaio e otto a marzo 2025. Oltre agli operatori dei media presi di mira, sono stati uccisi anche 17 familiari e parenti di giornalisti. Inoltre, 12 abitazioni di giornalisti sono state distrutte da attacchi missilistici e di artiglieria, mentre 11 giornalisti hanno riportato gravi ferite.

Le aggressioni ai giornalisti non si sono limitate agli attacchi fisici. Il rapporto ha documentato 49 episodi in cui le troupe stampa sono state sottoposte a fuoco vivo, con la morte evitata per un soffio. Questi attacchi sono stati spesso perpetrati con il pretesto di diffondere avvertimenti o di allontanare i giornalisti da aree specifiche, sottolineando la natura deliberata della strategia dell’occupazione per mettere a tacere le voci dei media.

(Fonti: Quds Press, Quds News network, PressTv, PIC, Wafa, The Cradle, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori).

Per i precedenti aggiornamenti:

https://infopal.com.br/category/genocidio-e-pulizia-etnica-a-gaza

https://infopal.com.br/category/ciclone-al-aqsa

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