Olocausto israelo-statunitense a Gaza: 593° giorno. 65° dalla fine unilaterale del cessate il fuoco. Strage di bimbi a Jabalia. Oltre il 93% dei bambini di Gaza è ridotto alla fame

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Gaza-InfoPal. Le forze nazi-sioniste di occupazione israeliane (IOF) hanno continuato la loro guerra genocida sulla Striscia di Gaza per il 65° giorno consecutivo dopo aver posto fine unilateralmente al cessate il fuoco, sostenuti politicamente, economicamente e militarmente dagli Stati Uniti, dall’Europa e da parte del mondo arabo. Decine di attacchi aerei e raffiche di artiglieria hanno colpito tutto il territorio, prendendo di mira case, tende e rifugi civili. Si tratta di una campagna sistematica di sterminio contro la popolazione civile di Gaza.

Secondo fonti dei media locali, le forze israeliane hanno continuato a far esplodere case e a sfollare famiglie nella Striscia di Gaza, aggravando ulteriormente la grave crisi umanitaria, mentre la popolazione è alle prese con una carestia sempre più grave.

Un attacco israeliano contro un’abitazione nella zona di Ma’an, a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, ha ucciso tre persone.

L’esercito israeliano ha massacrato 12 membri di tre famiglie dopo aver bombardato un’abitazione appartenente alla famiglia di Abu Salah, nella città di Abasan al-Kabira, a est di Khan Yunis.

Sono state segnalate vittime in seguito a un attacco israeliano contro un’abitazione nella zona di Jorat al-Lut, a sud di Khan Yunis.

All’alba, aerei da guerra israeliani hanno effettuato decine di attacchi contro abitazioni a est e a sud di Khan Yunis.

Un attacco aereo israeliano ha colpito un’abitazione nella città di Bani Suheila, a est di Khan Yunis, uccidendo un civile e ferendone un altro.

Strage di bambini a Jabalia.

Secondo fonti dei media locali, 11 civili, tra cui 6 bambini, sono rimasti uccisi e molti altri sono rimasti feriti quando l’esercito israeliano ha attaccato un’abitazione appartenente alla famiglia di Nabhan, a Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza.

Israeliani pro-genocidio ostacolano entrata aiuti umanitari.

Questa mattina coloni israeliani si sono radunati al valico di Karm Abu Salem per impedire l’ingresso degli aiuti umanitari, disperatamente necessari, nella Striscia di Gaza.

Il ministero della Salute Palestinese di Gaza ha denunciato questa mattina che 1) il deliberato attacco dell’occupazione contro i generatori elettrici aggrava la situazione catastrofica negli ospedali; 2) l’obiettivo dell’occupazione, distruggendo i sistemi elettromeccanici, è mettere fuori servizio altri ospedali; 3) tre generatori elettrici dell’ospedale indonesiano sono stati bombardati, insieme ai serbatoi di carburante; 4) la situazione sanitaria nel nord della Striscia di Gaza è catastrofica dopo l’interruzione dell’attività dell’ospedale indonesiano; 5) tutti gli ospedali nella Striscia di Gaza soffrono della mancanza di olii e pezzi di ricambio per i generatori elettrici; 6) gli ospedali operano con scorte di carburante molto limitate, mettendo a rischio la continuità dell’assistenza medica urgente a feriti e malati; 7) il ministero della Salute rinnova il suo urgente appello agli enti competenti affinché facciano pressione sull’occupazione per consentire l’ingresso di generatori elettrici e il rafforzamento delle forniture di carburante.

Kallas, responsabile politica estera dell’Unione Europea: “Situazione catastrofica. La UE riesaminerà il commercio con Israele nel contesto del genocidio e del blocco di Gaza”

Martedì, Kaja Kallas, responsabile della politica estera della Commissione europea, ha dichiarato che l’UE riesaminerà il suo accordo politico ed economico con Israele in risposta alla situazione “catastrofica” a Gaza.

Euro-Med Monitor: 26 palestinesi sono morti a Gaza nelle scorse 24 ore a causa della fame e della mancanza di cure mediche.

L’Euro-Med Monitor per i Diritti umani ha lanciato un allarme sull’aumento vertiginoso dei decessi tra anziani, malati e bambini a causa della fame, della malnutrizione e della privazione delle cure mediche, in un contesto di condizioni di vita letali imposte intenzionalmente da Israele per annientare la popolazione palestinese.

In un comunicato stampa divulgato martedì, l’Osservatorio ha dichiarato che tali condizioni comprendono il crimine di carestia provocata (fame deliberata), sofferenze estreme, privazione sistematica dell’assistenza sanitaria, oltre a un assedio totale, tutto nel contesto del crimine di genocidio in corso da oltre 19 mesi.

Oltre il 93% dei bambini di Gaza (circa 930.000), è a rischio carestia a causa del genocidio in corso e del blocco dell’enclave.

Dall’inizio di marzo, almeno 57 bambini sono morti per malnutrizione nell’enclave. Se il blocco dovesse continuare, si prevede che quasi 71.000 bambini sotto i cinque anni soffriranno di malnutrizione acuta nei prossimi 11 mesi, secondo i dati diffusi dall’UNRWA.

Alcune famiglie ricorrono al cibo per animali, alla farina scaduta e alla farina mescolata con sabbia, mentre i bambini soffrono di malattie indotte dalla fame come diarrea e debolezza.

(Fonti: Quds Press, Quds News network, PressTv, PIC, Wafa, The Cradle, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori).

Per i precedenti aggiornamenti:

https://infopal.com.br/category/genocidio-e-pulizia-etnica-a-gaza

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