Olocausto israelo-statunitense a Gaza: 597° giorno. 69° dalla fine unilaterale del cessate il fuoco. Decine di morti e feriti in bombardamenti contro tende di sfollati. Uccisi 4 giornalisti e le loro famiglie

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Gaza-InfoPal. Le forze nazi-sioniste di occupazione israeliane (IOF) hanno continuato la loro guerra genocida sulla Striscia di Gaza per il 68° giorno consecutivo dopo aver posto fine unilateralmente al cessate il fuoco, sostenuti politicamente, economicamente e militarmente dagli Stati Uniti, dall’Europa e da parte del mondo arabo. Decine di attacchi aerei e raffiche di artiglieria hanno colpito tutto il territorio, prendendo di mira case, tende e rifugi civili. Si tratta di una campagna sistematica di sterminio contro la popolazione civile di Gaza.

40 palestinesi uccisi nei continui bombardamenti israeliani.

Almeno 40 civili, tra cui bambini, donne e giornalisti, sono stati uccisi sabato sera in una serie di sanguinosi massacri perpetrati dalle forze di occupazione israeliane in diverse zone della Striscia di Gaza, nel silenzio internazionale e nel disprezzo per le risoluzioni globali che chiedono la fine della guerra.

Aaerei da guerra israeliani hanno lanciato intensi attacchi aerei nell’area di Al-Mawasi, a ovest di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, prendendo di mira tre tende che ospitavano sfollati, e almeno un appartamento residenziale. Il Complesso Medico Nasser non è in grado di accogliere l’elevato numero di corpi, costringendo le vittime a essere sepolte in cortili all’aperto.

4 giornalisti uccisi in attacchi israeliani.

La giornalista Nur Qandil, suo marito Khaled Ahmad Abu Seif e la figlia sono stati uccisi in un attacco aereo che ha colpito la loro casa nel quartiere di Bishara a Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale.

Anche il giornalista Abdul Rahman Tawfiq Al-Abadleh e la giornalista Yazan Joudah Al-Abadeh sono rimasti uccisi in un attacco contro la città di Al-Qarara, a nord-est di Khan Yunis. In un altro attacco, il giornalista Aziz Al-Hajjar, sua moglie e i figli sono rimasti uccisi in un bombardamento che ha colpito la zona di Be’er Al-Na’ja, nel nord della Striscia di Gaza.

Inoltre, 15 civili, la maggior parte donne e bambini, sono rimasti uccisi in un attacco aereo israeliano che ha preso di mira un’abitazione densamente popolata nella zona di Al-Saftawi, a nord della città di Gaza. Diverse vittime rimangono intrappolate sotto le macerie.

Questa mattina, l’esercito israeliano ha ucciso il giornalista e direttore dell’agenzia di stampa Gaza Barq, Hassan Majdi Abu Warda, insieme a diversi membri della famiglia in un attacco aereo che ha colpito la loro casa a Jabalia Al-Nazla, nella Striscia di Gaza settentrionale.

In questa zona, almeno sette persone sono state uccise e diverse altre sono rimaste ferite in un attacco aereo contro l’abitazione della famiglia Dakkah. L’esplosione ha distrutto anche un’abitazione vicina appartenente alla famiglia Abu Warda.

Sebbene le forze di occupazione israeliane abbiano dichiarato l’area di Al-Mawasi “zona umanitaria”, continuano a perpetrare sanguinosi massacri, in un vergognoso silenzio globale.

Dal 7 ottobre 2023, Israele continua una diffusa campagna di genocidio contro la popolazione della Striscia di Gaza, che include uccisioni, distruzioni, carestie e sfollamenti forzati, in barba a tutti gli appelli internazionali e agli ordini della Corte Internazionale di Giustizia di porvi fine.

All’inizio di marzo 2025, si è conclusa la prima fase di un accordo di cessate il fuoco e di scambio di prigionieri tra Hamas e Israele, mediato da Egitto e Qatar con il sostegno degli Stati Uniti. Mentre Hamas ha aderito ai termini della prima fase, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ricercato dalla Corte Penale Internazionale, ha rinunciato all’avvio della seconda fase in risposta alle pressioni degli estremisti della sua coalizione di governo, secondo quanto riportato dai media israeliani.

(Fonti: Quds Press, Quds News network, PressTv, PIC, Wafa, The Cradle, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori).

Per i precedenti aggiornamenti:

https://infopal.com.br/category/genocidio-e-pulizia-etnica-a-gaza

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