
Gaza – Presstv.ir. Una coalizione senza precedenti di ex ambasciatori dell’Unione Europea e nazionali, insieme ad ex funzionari di alto livello, ha firmato una nuova lettera aperta che esorta l’UE a intraprendere azioni più severe contro Israele nel contesto della crescente crisi umanitaria a Gaza.
La lettera congiunta firmata da 209 ex ambasciatori e funzionari europei include 74 ex ambasciatori che rappresentano l’UE all’estero e 96 ex ambasciatori nazionali di Germania, Francia e Italia.
Il testo esprime “profonda delusione” per il fatto che l’UE non abbia intrapreso “alcuna misura sostanziale” per esercitare pressioni su Israele e porre fine alla sua “brutale” guerra contro Gaza.
La lettera aperta sostiene che, se l’UE non riuscirà a raggiungere un accordo congiunto su un’azione contro Israele, una coalizione di stati “affini” dovrebbe procedere con le proprie sanzioni contro il regime sionista.
I firmatari hanno anche criticato il flusso di aiuti umanitari a Gaza, descrivendolo come “totalmente inadeguato”.
“Come se non bastasse, il 22 agosto la Classificazione Integrata della Sicurezza Alimentare (IPC) ha confermato che in queste stesse aree di Gaza esiste una carestia provocata dall’uomo, con mezzo milione di persone che rischiano la fame, l’indigenza e la morte”, ha aggiunto.
Il documento condanna anche i piani israeliani di espansione degli insediamenti illegali a Gerusalemme Est (al-Quds), definendoli un “obiettivo dichiarato apertamente … per sabotare la soluzione dei due Stati, sostenuta dalla grande maggioranza dei membri ONU e dall’UE”.
Inoltre denuncia le violenze dei coloni israeliani che continuano a “dilagare” nella Cisgiordania occupata.
La lettera è stata indirizzata alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, al Presidente del Consiglio Europeo António Costa e alla Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola.
Fa seguito a una precedente lettera inviata il 23 luglio, che contava 58 firme. Il precedente appello era arrivato dopo che diversi Stati membri dell’UE filo-israeliani avevano bloccato una serie di potenziali sanzioni contro Israele per le sue azioni a Gaza.
In risposta alla lettera, il ministro degli Esteri irlandese Simon Harris ha esortato l’Unione Europea ad adottare un’azione collettiva contro Israele per la carestia di Gaza.
Harris ha descritto la lettera come un “intervento vitale [e] senza precedenti”, aggiungendo: “Un’azione collettiva dell’UE potrebbe fare una grande differenza… Se non agiamo collettivamente ora, sullo sfondo della carestia, quando lo faremo?”
Dieci diplomatici irlandesi che hanno ricoperto il ruolo di ambasciatori dell’UE all’estero hanno aggiunto i loro nomi alla lettera.
Intanto, in Irlanda cresce la pressione interna: il governo è stato accusato di una “totale riluttanza a ritenere Israele responsabile del genocidio”.
La Ireland-Palestine Solidarity Campaign ha annunciato nuove proteste, incluso un presidio contro la Banca Centrale d’Irlanda, accusata di autorizzare la vendita di obbligazioni israeliane (Israel Bonds) nell’UE.
Gli attivisti chiedono una legge che consenta a Dublino di bloccare tali strumenti finanziari su basi legate ai diritti umani, sostenendo che i “bond di guerra” contribuiscono a finanziare il genocidio a Gaza e che l’Irlanda, in base alla Convenzione sul genocidio, ha l’obbligo di adottare tutte le misure possibili per impedirlo.
Traduzione per InfoPal di F.L.
