
Gaza – Al-Mayadeen. Più del 90% del bestiame a Gaza è morto e circa il 70% dei terreni coltivati è stato distrutto o danneggiato dall’inizio della guerra israeliana, secondo uno studio delle Nazioni Unite con immagini satellitari.
Più della metà delle greggi di pecore e capre sono state uccise e più di tre quarti dei famosi frutteti del territorio sono stati distrutti o danneggiati, secondo uno studio di settembre.
La settimana scorsa, Rein Paulsen, capo dell’Ufficio per le emergenze e la resilienza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ha dichiarato che la produzione alimentare locale a Gaza è stata “decimata”, dichiarando al Consiglio di Sicurezza dell’ONU che i cingoli dei veicoli, i rastrellamenti e i bombardamenti hanno causato danni significativi ai terreni agricoli, alle infrastrutture, ai pozzi e ad altre infrastrutture produttive, aumentando il rischio di carestia.
Prima dell’inizio della guerra, l’anno scorso, le aziende agricole coprivano circa il 40% di Gaza e producevano verdure, uova, latte fresco, pollame e pesce in quantità sufficiente a soddisfare circa un terzo della domanda locale. Molte famiglie possedevano ulivi o alberi da frutto.
Faraj Jarudat, che è stato costretto a evacuare la sua fattoria nel nord di Gaza, ha raccontato che le sue tre mucche e 60 pecore sono morte a causa dei bombardamenti israeliani o della mancanza di mangime.
Secondo Jarudat, amici ed ex-vicini che hanno visitato il sito lo hanno informato che gli alberi e le case che un tempo si trovavano in piedi sono stati sradicati e distrutti dai soldati israeliani. La regione vicino a Beit Lahia, dove viveva, ha visto intense violenze nelle ultime settimane.
“La fattoria e tutte le nostre case – la mia e quella dei miei figli – sono state rase al suolo”, ha dichiarato.
Ismael al-Rahal, 49 anni, un agricoltore del nord di Gaza, ha detto che solo alcune delle sue 65 pecore sono sopravvissute, spiegando che ha dovuto spostarle con sé ogni volta che è dovuto fuggire. Ha dichiarato alle Nazioni Unite che i prezzi dei generi alimentari erano estremamente alti, costringendo la sua famiglia a ridurre il cibo per nutrire le pecore.
Secondo Paulsen, in alcune aree di Gaza, gli agricoltori, i pescatori e i proprietari di bestiame rischiano la vita per continuare a produrre. Ha detto alle Nazioni Unite che “i livelli significativi di danni […] stanno esacerbando la crisi umanitaria e la fame sul campo e aumentano il rischio di carestia”. L’approvvigionamento alimentare in tutta [Gaza] si è fortemente deteriorato, mentre la disponibilità di cibo è ai minimi storici”.
L’ONU lancia l’allarme su una crisi umanitaria catastrofica a Gaza con l’inverno alle porte.
La situazione umanitaria a Gaza ha raggiunto livelli catastrofici, con sfollamenti e distruzioni diffuse, ha avvertito lunedì il coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, Tor Wennesland.
Intervenendo a una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sul Medio Oriente, Wennesland ha lanciato l’allarme sulle condizioni disastrose di Gaza, in particolare nel nord, descrivendo la situazione come caratterizzata da un “inquietante disprezzo per il diritto umanitario internazionale”.
“How much more misery can ordinary people on both sides be expected to endure? What greater burden can we place on humanitarians to deliver?”
— UN News (@UN_News_Centre) November 18, 2024
– Tor Wennesland, @UNSCO_MEPP, 18 Nov 24 pic.twitter.com/uN9rytSgG2
“Come il Consiglio è stato ripetutamente informato, la situazione umanitaria a Gaza, all’inizio dell’inverno, è catastrofica, in particolare per quanto riguarda gli sviluppi nel nord di Gaza, con uno sfollamento su larga scala e quasi totale della popolazione, una distruzione diffusa e lo sgombero di terreni, in mezzo a quello che sembra un inquietante disprezzo per il diritto umanitario internazionale”, ha dichiarato Wennesland.
Wennesland ha evidenziato le difficoltà incontrate dalle agenzie umanitarie a Gaza, citando un ambiente operativo pericoloso e le restrizioni di accesso che ostacolano gli sforzi degli aiuti. Ha ribadito la necessità di un accesso illimitato per la consegna degli aiuti e ha sottolineato l’importanza di una soluzione politica per affrontare le cause profonde della violenza, avvertendo che senza di essa la situazione umanitaria non migliorerà.
Traduzione per InfoPal di F.L.
