
Gaza –The Palestine Chronicle. Le manifestazioni si sono intensificate in tutto il mondo, lunedì, con proteste in molti paesi che chiedono la fine della guerra israeliana a Gaza. L’Australia, in particolare, ha assistito a livelli senza precedenti di proteste di massa.
Europa.
A Copenaghen, in Danimarca, i manifestanti hanno chiesto la fine della guerra e hanno esortato il loro governo a imporre sanzioni a Israele, condannando quella che hanno definito la complicità del loro paese nei crimini israeliani contro i palestinesi.
A Malmö, in Svezia, una marcia di solidarietà ha invocato la fine della guerra, della carestia e dell’assedio alla Striscia di Gaza. I partecipanti hanno chiesto che Israele sia ritenuto responsabile per i suoi crimini.
A Salonicco, in Grecia, centinaia di persone hanno manifestato in solidarietà con Gaza. Tra i partecipanti vi erano sindacalisti, studenti e accademici che portavano cartelli con scritto: “Israele assassino”, “Stop al genocidio” e “Libertà per la Palestina”. Alcuni hanno deposto sagome di bambini avvolti in sudari davanti al consolato statunitense per protestare contro l’uccisione di minori palestinesi con il sostegno di Washington.
Asia e Africa.
In Malesia, a Kuala Lumpur, si è tenuta la Marcia dell’Arcipelago per la Resilienza di Gaza come parte di una serie di manifestazioni nel Sud-Est asiatico.
A Bandung, in Indonesia, migliaia di persone si sono radunate in solidarietà con Gaza per denunciare il genocidio e la carestia. In una dichiarazione, i gruppi organizzatori hanno chiesto la fine dell’assedio e invitato i giornalisti a dare maggiore risalto alla situazione nella Striscia.
In Senegal si è svolta una manifestazione di solidarietà con Gaza, chiedendo la fine della guerra e l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia assediata. I manifestanti portavano cartelli che denunciavano le “pratiche razziste” e il genocidio commesso da Israele.
Australia.
Diverse città australiane hanno visto oggi un’ondata di proteste, con folle immense scese in piazza in quella che è stata definita una dimostrazione senza precedenti di rabbia per i massacri a Gaza.
A Melbourne, una grande marcia dalla Biblioteca di Stato al Parlamento è stata descritta come la più grande degli ultimi decenni. I manifestanti hanno riempito le strade con bandiere e cartelli palestinesi che condannavano il genocidio e l’uccisione di bambini. Alcuni hanno esposto foto di giornalisti di Gaza presi di mira da Israele, con cartelli con la scritta “Il giornalismo non è un crimine”.
I dimostranti hanno chiesto al governo australiano di agire immediatamente, espellendo l’ambasciatore israeliano e interrompendo la vendita di armi. Gli organizzatori hanno accusato il governo di mantenere una posizione di silenzio e complicità.
Riprese aeree a Brisbane hanno mostrato folle enormi riempire strade e ponti con bandiere palestinesi e cartelli che invocavano la fine immediata della guerra.
La rete ABC News ha descritto le proteste come una delle più grandi manifestazioni nella storia australiana a sostegno della Palestina, sottolineando che i dimostranti chiedevano la fine del commercio di armi con Israele e l’imposizione di sanzioni economiche.
Manifestazioni simili, che hanno coinvolto migliaia di persone, si sono tenute anche a Canberra, Sydney, Perth e Adelaide.
Bilancio della guerra.
Il genocidio in corso ha causato finora 62.686 morti e 157.951 feriti tra i palestinesi, la maggior parte dei quali bambini e donne, oltre a oltre 9.000 persone scomparse, centinaia di migliaia di sfollati e una carestia che ha ucciso 289 palestinesi, tra cui 115 bambini.
